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“VOCE DAL SEN FUGGITA POI RICHIAMAR NON VALE, NON SI TRATTIEN LO STRALE QUANDO DALL’ARCO USCI’”. DI ARCANGELO MONACILIUNI

Da quanto si legge sui media sarebbe ancora in corso “la battaglia” all’interno dello stesso Governo e fuori di esso intorno alla nomina del dott. Giuseppe Zuccatelli a commissario ad acta per il Servizio sanitario della Regione Calabria.
Per vero, non sono riuscito a comprendere se il decreto gli sia stato notificato ed ora si stia “trattando per sue dimissioni spontanee” o “affiancamento” da parte di Gino Strada.
Le ultime news parlano di una telefonata diretta dello stesso Premier a Strada questo pomeriggio (fonte, La Repubblica on line).
Oggetto dello “scandalo”, che ha messo in forse la nomina, perfezionata o meno che sia, risalenti affermazioni del neo commissario: “Le mascherine non servono a un caxxo, ve lo dico anche in inglese. Per beccarti il virus, se io sono positivo, devi stare con me e baciarmi per 15 minuti con la lingua in bocca. Altrimenti non te lo becchi il virus”. Notizie di stampa hanno anche riportate ulteriori sue dichiarazioni di stampo “negazionista” (nel senso comune che si suol dare alla locuzione): “i virologi sono la coda della coda dell’area medica” ed altre ancora.
Il dott. Zuccatelli ha replicato: “Le mie affermazioni sono state estrapolate da una conversazione privata e risalgono al periodo dei primi contagi. La mascherina serve”.
Fermo che le dichiarazioni son state rese non proprio all’epoca dei primi contagi (a quanto si legge, senza esser stato smentito, il video che le contiene è datato 27 maggio), lokdownisti convinti, a partire dal Ministro della Salute Speranza, che il commissario ha fortemente voluto e sostenuto, hanno iniziato una singolare operazione di giustificazione, a mò di riduzionisti.
A Lucia Annunziata che a “Mezz’ora in più” gli chiedeva: “Darete uno schiaffettino a Giuseppe Zuccatelli o rimarrà lì?” il Ministro della Salute rispondeva: “No, ho già detto che quel video è inopportuno, ma viene da una stagione diversa. Trenta anni di curriculum non si cancellano per un video sbagliato e rubato”. In altre sedi ha ribadito: “Le parole di Zuccatelli sono state inappropriate, ma si è scusato”.
A Bruno Vespa, a Porta a Porta, il ministro per gli Affari Regionali e le autonomie, Francesco Boccia, dichiarava: “Il Commissario in Calabria non mi pare che sia questo in momento in discussione, è confermato. Il Ministro Speranza ha ribadito che il suo curriculum era assolutamente adatto all’amministrazione della cosa pubblica sanitaria“.
In tali sensi le prese di posizione di chi, convenendo sulla necessità di privilegiare il curriculum, riteneva e ritiene di doversi “confermare” la nomina.
Orbene, poche secche risposte a chi oggi, ma solo in relazione a questo episodio, si ammanta delle vesti di riduzionista:
1) la mascherina è stata e continua ad essere una bandiera della lotta al coronavirus; sminuirne la valenza ed il significato appare configurare una sorta di “vilipendio”;
2) a chi predica che la posizione del neocommissario fosse stata comune a quella di altri tecnici è agevole replicare che questi ultimi non sono stati chiamati a gestire la sanità: in questo periodo in cui è in corso una lotta micidiale contro il virus, combattuta con l’arma principale della mascherina;
3) in dette condizioni, liquidare la questione con le “scuse” offerte si commenta da solo. Quel che rileva, vieppiù in questo momento, è la mancanza di credibilità, di fiducia che ne consegue. Credibilità e fiducia di cui i calabresi, da anni vittime di un sistema sanitario disastrato, hanno estrema necessità;
4) né vale richiamare -senza che peraltro ne sia dato cogliere il senso compiuto- complotti o lotte, legati agli interessi enormi, leciti e non leciti che sul pianeta sanità convergono;
5) infine -last, but non least, ancorchè, per evidenti ragioni, non se ne parli troppo- a far meditare, e molto, dovrebbe essere proprio il curriculum del commissario, da cui si trae una sicura professionalità e serietà che, quanto ad aspetti sostanziali, conduce ad escludere che si possa esser trattato di affermazioni non sentite. Il che, se può andar bene a menti “laiche”, di certo non può andar bene a chi professa fedi, o addirittura ai custodi della fede.
6) quanto all’appartenenza del dott. Zuccatelli al partito del Ministro della Salute ed alla sua partecipazione alle ultime competizioni politiche quale candidato di “Liberi ed Eguali”: da parte mia no comment.
Vedremo come la questione sarà definita: a breve immagino, spero. Il decreto legge -che “Ritenuto di dover intervenire con urgenza….” al suo art. 1 si occupa del Commissario ad acta della Regione Calabria- risale al 10 novembre, sub n. 150. E in era coronavirus anche le ore contano.

di ARCANGELO MONACILIUNI

già MAGISTRATO T.A.R. CAMPANIA

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