VIGOR LAMETIA. COSTANTINI: POTEVAMO VINCERE

Da Lamezia Terme. I Biancoverdi tornano quantomeno a far gol al D’Ippolito dopo quasi tre mesi, ma manca il successo interno assente dallo scorso 8 dicembre.  Ad ogni modo è stato importante aver portato a casa quantomeno il punto che da un lato permette di allungare a cinque turni la serie positiva e dall’altra di restare in perfetta parità, con l’Ischia, a livello di scontri diretti (al momento, tuttavia, i campani hanno una migliore differenza reti generale: +4 contro il +2 dei lametini). “Nel calcio – osserva mister Costantino – gli episodi sono tutto. Com’è stato determinante l’errore commesso in occasione del gol di Tito, quando la nostra barriera si è aperta, lo è stato anche il rigore fallito e le altre tre occasionissime non sfruttate a dovere. La cosa positiva è stata aver quantomeno pareggiato. Del direttore di gara non vorrei parlarne perché potrebbe sembrare voler accampare alibi. Lascio a voi giudicarne l’operato e quindi dire se sia stato, o meno, determinante in negativo per noi. Sarebbe stato importante sbloccarla subito con quell’occasionissima avuta da Del Sante e non finalizzata un po’ per sfortuna ed un po’ per bravura di Mennella che ha allargato la gamba di quel tanto ch’è bastato per respingerla. Nel momento in cui siamo andati sotto, però ce l’abbiamo messa veramente tutta. Per cui ho fatto i complimenti ai ragazzi fermo restando che dobbiamo essere più cinici. Se Marchetti avesse fatto gol sull’1-1 la partita ritengo che sarebbe finita anche perché in casa nostra e col forte incitamento che ci ha dato oggi il pubblico, che ringrazio molto per questo avendo fatto capire ai miei cos’è il pubblico di Lamezia Terme, per l’Ischia si sarebbe fatta durissima”.

Una volta rimasti in dieci, per poco non è arrivata la beffa, con Piacenti decisivo dapprima su Crimaldi e poi su Cunzi. “Per quello ch’è successo dopo l’espulsione di Gattari, avendo a quel punto dovuto schierare Scarsella difensore centrale ed un centrocampo composto da Romano e Mangiapane, entrambi poco adatti in quella circostanza, alla fine per noi è stato un punto guadagnato. Mentre per quanto abbiamo fatto dopo il vantaggio avversario, sono indiscutibilmente due punti persi”. Un pari agro-dolce. “Lascia l’amaro in bocca aver avuto quelle tre occasioni e non averla messa dentro. Però l’Ischia ha fatto una buonissima partita, giocando, per come ci aspettavamo, con grande combattività e determinazione. Ha saputo usare molto anche il mestiere. Non dico ch’è superiore a noi come squadra, ma sta meritando sicuramente la classifica che si ritrova”.

Più di una decisione del direttore di gara non è comunque parsa ineccepibile. “Gattari è stato ammonito la prima volta per avergli detto, in maniera cortese e da capitano, di far velocizzare il gioco. Questo, almeno, quello che mi ha riferito il calciatore. Il secondo cartellino invece ci stava. Un po’ di nervosismo ci può stare, anzi è giusto che ci sia stato, vista la delicatezza del momento. Certo ch’è strano ammonire il capitano di una squadra solo per questo. Lo stesso giallo di Marchetti è stato più che altro frutto del grande mestiere del loro attacante, idem quello comminato a Longoni”. Costantino motiva la scelta di tornare al 4-2-3-1 dopo il 4-3-3 utilizzato a Caserta. “Ho così deciso perché non dovevamo andare a prendere i loro giocatori, visto ch’erano talmente corti da non permettercelo. Se avete fatto caso, sia Giampà che Scarsella all’inizio erano completamente marcati a uomo. Quindi l’avere uno sfogo in più vicino a Del Sante è stata, a mio avviso, la cosa giusta. L’unico punto dove Zampaglione poteva avere un po’ più di spazio era proprio agendo vicino a Del Sante”.

La classifica si è ora accorciata. “Non abbiamo mai pensato di poter fare una passeggiata. Sapevamo sarebbe stato un girone di ritorno di grande sofferenza. Piangiamo con un occhio, comunque, avendo allungato di un punto su Castel Rigone e Chieti. Poi è anche vero che magari non ti saresti aspettato, come però abbiamo fatto noi a Caserta, che il Melfi potesse vincere a Teramo. Ma nel calcio non bisogna meravigliarsi di niente”. Domenica, contro l’Arzanese, la prima di due consecutive trasferte. Gara da affrontare senza i due centrali difensivi titolari. “Ci aspetta un’altra piccola impresa. Al di la delle assenze di Marchetti e Gattari, che non saranno certo aspetto da poco, è però scontato che mi fidi di chi giocherà al loro posto. Affronteremo una delle formazioni che ha fatto più punti in questo girone di ritorno. Sarà dura ma contiamo di tornare da Arzano con qualcosa”. Si ritorna alla stretta attualità. “L’unico rammarico è di non aver vinto. Ho però la certezza di affermare che i ragazzi hanno dato tutto, sudando maglia, pantaloncini, calzoncini e via dicendo. Non pensavo certo di battere tre o quattro a zero l’Ischia, ma di batterla soffrendo certamente si”. Per la quinta volta su cinque, nella gestione Costantino la squadra ha saputo quantomeno pareggiare dopo essere andata inizialmente sotto. “Non sono stupito di questo anche se, naturalmente, una volta tanto vorrei passare io in vantaggio perché così le cose diverrebbero probabilmente più semplici. Inevitabilmente, infatti, gli avversari avrebbero dovuto concederci maggiori spazi. Il fatto di avere avuto una reazione forte, veemente, mi fa comunque pensare di essere sulla strada giusta. Tant’è che alla fine il pubblico ci ha applaudito, fermo restando che, a questo punto, avrei preferito non creare alcuna occasione da rete e vincere però al novantesimo”.

A chi gli fa notare delle difficoltà ambientali che la squadra potrebbe trovare domenica prossima, Costantino risponde realisticamente. “Andiamo comunque a giocare in un posto civile, seppur contro una squadra tosta. Il fatto che abbia vinto 4-3 a Castel Rigone non ci sorprende. Ovviamente non posso prevedere il risultato, ma sono convinto che faremo una grande partita perché i ragazzi hanno ritrovato la giusta determinazione e concentrazione”. All’ex tecnico della Rossanese chiediamo se si aspettasse qualcosa in più dai tre subentrati a gara in corso.“Purtroppo sono stati sfortunati essendo stati gettati nella mischia per fare una cosa ed invece si sono ritrovati, loro malgrado, a farne un’altra. Romano aveva il compito di verticalizzare ed invece si è ritrovato a dover rincorrere perché si era in inferiorità numerica. Mangiapane idem, avendo dovuto arretrare a fare il centrocampista centrale. Padulano è l’unico ch’è rimasto nel suo ruolo ma si sa come in dieci non fosse facile neanche per lui”. da lametino.it

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