TRUFFA INTERNET: DEFERITA ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA UNA DONNA SICILIANA

Gli agenti del Commissariato di Ischia, diretto dal Vice Questore Aggiunto, Alberto Mannelli, hanno deferito all’Autorità giudiziaria una donna, P.M classe 1990, per il reato di truffa a mezzo internet nei confronti di un ischitano, F.G. del 1976. La donna era già nota agli organi di polizia poichè colpita da numerosi precedenti per i medesimi reati.

Navigando su internet l’ischitano ha individuato sul sito “SUBITO.it” un ecoscandaglio marca FURUNO modello 585 con sonda, messo in vendita per un valore di euro 600,00 euro. Interessato all’oggetto, ha contattato il venditore prima telefonicamente, poi tramite messaggio all’utenza indicata sull’annuncio. Dopo aver scambiato una serie di messaggi tramite Whatsapp sui dettagli per l’acquisto, il venditore ha precisato che il prezzo era tanto conveniente poiché era già in possesso di un’apparecchiatura simile, e che qualora fosse stato interessato all’acquisto avrebbe dovuto effettuare un bonifico dell’importo di euro 600,00 su di un IBAN ed intestarlo a sua moglie, tale P.M. Effettuato il bonifico l’ischitano ha comunicato tramite messaggio l’avvenuto pagamento, allegando la foto della ricevuta, e subito ha ricevuto dal venditore un codice spedizione, (codice risultato appartenere al corriere di Poste Italiane). Circa dieci giorni dopo il bonifico, non vedendosi recapitare quanto acquistato, l’uomo ha chiamato l’ufficio postale al fine di avere delucidazioni in merito alla mancata ricezione, ma il pacco corrispondente a quel codice, risultava essere stato spedito ad altra destinazione. L’ischitano ha quindi provato a richiamare il venditore, il quale si rendeva irreperibile. A questo punto, ritenendo di essere stato truffato, l’uomo si è rivolto agli organi di polizia per denunciare l’accaduto.

Effettuati una serie di accertamenti, gli agenti hanno accertato che la titolare dell’utenza telefonica, utilizzata per scambiare i messaggi relativi alla vendita, ed il titolare dell’iban, dove erano stati accreditati i soldi, sono intestati alla medesima persona, appunto tale P.M., classe 1990, residente ad Avola (SR). La donna è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa, art.640 del C.P..

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