TROPPI CAVALIERI ELETTORALI – RIFLESSIONE DI ANTIMO PUCA

“La mia tendenza politica? Liberal-social-democratico-monarchico-repubblicano”.-Totò,Eva e il pennello proibito-

Manchester,24 maggio 2017. Un terribile attentato. Molti giovani hanno perso la vita;molti altri sono rimasti feriti. Nella frazione di un silenzio scandito da un comune ticchetti’o li ho sentiti come figli,venuti al mondo spesso senza ragioni adeguate per vivere;e poi.. morti quasi senza ragioni,cosi’, come hanno vissuto. Si tratta di un arido trentennio di diseducazione passato su e tra le menti come Carestia Morale. Bisogna impedire che gli elementi essenziali di questa carestia transitino,intatti,nelle nuove generazioni. E tutti i comandamenti sono nella Politica. Ridiamo innanzitutto dignità alle Parole,al linguaggio. L’attuale politica ha svuotato di senso le parole,le ha dissacrate,le ha rese dei vuoti simulacri. Si dichiara il contrario di ciò che si pensa,di ciò che si fa. Valori e principii fanno guardare alla Collegialità come metodo;al Sociale come campo di azione;al Rinnovamento della Politica come obiettivo.

-La collegialità:-insieme,dire no ai compromessi;insieme,dire no alle alleanze basate sul nulla;allargare il campo a tutti coloro che si riconoscono in quei valori in cui si impara molto dagli errori del passato. Nella ricerca sistematica di una scelta è fisiologico che i tempi siano più lunghi ma come è vero che da soli si va più veloci,è altrettanto vero che insieme si può andare più lontano.

-Il sociale:deve essere il campo di azione. Ritengo che sia dovere di ogni amministrazione quello di confrontarsi con le realtà sociali della comunità;sentire l’urgenza di stare in mezzo alle persone,coinvolgere nelle scelte;rappresentare il mondo del lavoro,della scuola,di liberi professionisti,studenti e pensionati. Credo che ciò che ci unisce sia molto più forte ed importante di ciò che ci divide;abbiamo in conseguenza il dovere di lavorare,insieme.

-Per rinnovamento della Politica intendo un rinnovamento nei modi di farla. Non credo che sia compito dell’anagrafe stabilire ciò che è nuovo e ciò che è vecchio. Ci sono idee innovative e ci sono idee obsolete. Occorre scegliere l’idea da cui partire. Fare qualcosa di alternativo è sentire il dovere di riconoscere la sacralità del pensiero di ogni cittadino e decidere di sperimentare un approccio diverso. Quando si sperimenta è facile commettere errori,è facile venire criticati,in buona fede o per paura,ma noi ischitani possiamo innovare la Politica e non dobbiamo temere di perdere una battaglia. Mi chiedo come si possa temere l’autonoma Libertà di giudizio.-”..questi cavalieri,..quanti cavalieri,..troppi cavalieri!!Peccato che se n’è perso uno!”-il Principe De Curtis,Totò. Purtroppo le campagne elettorali portano a gettare ombre sulle intenzioni dei pochi buoni al fine di spronare la massa,la molta gente”semplice” a non partecipare. Ma colui che è convinto della giustezza del proprio cammino non ha bisogno di dimostrare che quello altrui è sbagliato. Solo unendo le nostre capacità,le nostre competenze e le nostre intellighentie potremmo stabilire insieme che paese vogliamo e chi ci dovrà guidare per cercare di realizzarlo. Nulla è impossibile a chi ci crede. Abbiamo il dovere di lavorare,tutti,di lavorare uniti per dare al nostro paese il futuro che merita. Ma l’idealismo da cui siamo mossi deve trovare soluzione nel pragmatismo della Politica del fare,lontano da ogni possibile deriva populista. E’ molto facile riempirsi la bocca di parole come Bene Comune,ma è altrettanto facile sprofondare nell’abisso che separa l’Idea dalla Azione.

Le macerie lasciate dalla diseducazione obbligano a riedificare lo spazio pubblico con Civiltà. La politica è una cosa bellissima,ma vive nella mente e nel cuore delle persone. Essa si deve incarnare nella concretezza della collettività. Essa non è una conquista data una volta per tutte. Va rinnovata in continuazione attraverso la partecipazione attiva. Ma per sentirsi partecipi dello Spazio Pubblico della cittadinanza c’è bisogno di Valori. Mi domando se alle bufere delle cricche,del potere e dell’individualismo,qualche forma di Etica sopravviva. Ciò che accade è la desertificazione dello Spazio Pubblico. Gli unici elementi di continuità sono gli interessi;come se quella ischitana fosse una sorta di cittadinanza bancomat:una carta per accedere a beni,ricchezze,consumi,merci. Bisogna ripartire. E bisogna ripartire da una idea di democrazia che non è se non è inclusiva. I ragazzi di ogni generazione chiedono il diritto di essere,pienamente e non precariamente,persone:l’istruzione; il lavoro;l’uguaglianza sostanziale;avere una esistenza degna. Fino a quando la possibilità di lavorare,studiare e trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere non c’è,non ci sarà un Comune democratico,poichè una democrazia in cui non ci sia una uguaglianza di fatto ma in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto,è puramente formale. Politica è stare insieme,discutere e cercare il modo migliore per farlo. Guardate indietro. Capirete che si può avere un futuro diverso. Il sindaco di un Comune deve essere votato in virtù dei proprii valori personali e non certo per il colore della divisa. E’ ormai imminente il rinnovo delle cariche amministrative;tra pochi giorni la cittadinanza isclana sceglierà l’amministrazione che guiderà il nostro Comune per i prossimi cinque anni ed è doveroso e legittimo che noi ischitani mettiamo in campo tutto il nostro impegno per fare in modo che ciò che verrà sia migliore di quello che ci lasciamo alle spalle. Il futuro è verde. Ischia se vuole restare a galla deve investire di più e meglio nell’agricoltura per poter finalmente dare il giusto valore ai prodotti della terra e soprattutto incoraggiando i giovani. Essi devono vedere l’imprenditoria agricola come lavoro uguale a qualsiasi altro perchè finalmente ben remunerato. Il percorso che abbiamo davanti è un percorso duro e spero che si concluda con una nuova amministrazione per il Comune di Ischia in cui tutti gli ischitani si sentano sindaco,assessore e consigliere di questo Comune. Lavorare per costruire un grande progetto collettivo,dichiarando apertura e disponibilità ad includere tutte le forze che vorranno creare una nuova immagine per la nostra isola, in cui le parole chiave siano comunità ed attenzione per le problematiche del Comune. Noi ischitani non vogliamo promesse. Vogliamo riprenderci la nostra dignità. Gli uomini grandi,Ischia ce li ha ancora,ma ad essi da una parte non si sa,dall’altra parte non si vuole riservare lo spazio e l’ascolto che meriterebbero. Ed essi lo sanno,e quindi scrivono,agiscono,parlano,ma sono ben attenti a non finire nell’inevitabile tritacarne mediatico,la macchina del fango,che ne svilirebbe la struttura,ne smorzerebbe l’azione,ne ridurrebbe l’impatto. E se non possono alzare il livello della loro comunicazione mediatica,vengono messi all’angolo,inevitabilmente. Di conseguenza altri uomini,più scaltri,ma anche molto più mediocri,prendono subito la scena,tutta,e,guarda caso,vengono lasciati agire,fare,dire;il vecchio si maschera di nuovo.-”A proposito di politica:non ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?”-Totò in Fifa e arena-notare l’anno:1948,e”ho detto tutto”-.C’era un duce che parlava alla piazza dal balcone di Piazza Venezia;c’è un leader che parla alla piazza multimediale dal suo blog. Il movimento degli squadristi fascisti aggredivano verbalmente e fisicamente gli avversarii;il leader attacca verbalmente e volgarmente gli avversarii e coloro che mettono in risalto la sua pochezza politica e la mancanza di democrazia nel suo movimento. Nel settembre 1938 Mussolini promulgò le leggi razziali contro gli ebrei;attualmente vigono leggi razziali silenti nella nostra società,gruppi chiusi ed esclusivisti che radiano la semplicità e l’onestà sociale e professionale dei pochi che ne restano inevitabilmente fuori subendone le conseguenze e sotto il profilo sociale e sotto il profilo professionale. Cos’altro dobbiamo aspettarci dal nuovo duce multimediale? Non sarà il caso di riattivare le nostre funzioni cerebrali prima che sia troppo tardi? Il nostro Comune non è stato fondato da uomini effimeri ma da sindaci ed uomini validi che hanno testimoniato i saldi Valori isclani in toto,senza retorica,senza grandi frasi,ma con semplicità,come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere,il grande lavoro che occorreva per fare emergere Libertà, Dignità ma soprattutto l’Identità della nostra isola,anche al di fuori dei campanili e nel mondo. Di questo lavoro si sono riservati la parte più dura e più difficile,spendendo se stessi ad ogni costo e fino alla fine. A noi rimane un compito cento volte più agevole:quello di tradurre in leggi chiare,stabili ed oneste,il loro sogno:quello di una società più equa,più umana,di ripristino dei Valori,saldo nella dignità ed integrità di un popolo. Non dobbiamo tradirli. Dobbiamo allearci per debellare questo dolore comune. Siamo in tempo? Di fronte a noi c’è un mare;un mare di problemi,di paure e di difficoltà. Ma anche un mare di speranze,di voglia di riscatto e di competenze e capacità in attesa solo di essere valorizzate per esplodere e vedere finalmente valorizzato il proprio potenziale. Quel mare è l’isola d’Ischia. Un mare che saprà essere navigato con il dovere civico e morale di essere,come disse straordinariamente Ghandi ”il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”. Per questo,con coraggio, dobbiamo iniziare,oggi,un lavoro che ci dovrà vedere,per e con il Comune di Ischia,testimoni di Buona Politica e costruttori di un futuro migliore.

Antimo Puca.

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