L’APPELLO AI CITTADINI DI ENZO FERRANDINO CANDIDATO SINDACO DI #LABELLAISCHIA: “VOTATE GUARDANDO ALLA STORIA PERSONALE DEI CANDIDATI, ALLA QUALITA’ DEI PROGRAMMI E ALLA COMPATTEZZA DELLA COALIZIONE”

Il Candidato di #labellaischia si appella così agli elettori nell’ultima giornata di campagna elettorale prima del voto:

“Si chiude una campagna elettorale dai toni dialetticamente accesi. In alcuni casi confusa dal can can mediatico, giocata, come è stata, sul doppio binario social e dal vivo. La politica, si sa, divide, tuttavia Ischia non ha bisogno di fazioni ma, mai come oggi, di un governo fattivo, dalle idee chiare, pronto a governare le sfide che ci attendono. Proprio per questo, mi sono, fin da subito, presentato a voi con un programma articolato, chiaro, pieno di spunti, frutto dell’esperienza amministrativa maturata, presentando non suggestivi disegni a pastello ma progetti già finanziati e pronti ad essere attuati. Viceversa, il mio giovane avversario ha preferito adottare una strategia tutta puntata sull’immagine e sull’apparire piuttosto che sulla sostanza, spacciandosi per il sindaco dei giovani. A tal proposito ho calcolato la media degli anni di nascita delle due coalizioni. Quella che mi sostiene è più giovane della sua per 2,5 anni in media! Prendete le liste e verificate!

 

Mentre io ho preferito confrontarmi con i concittadini elettori, parlando, spiegando e andando in giro per strada, egli ha preferito farsi fotografare, farsi scrivere commoventi interventi, dare di sé un’immagine che non corrisponde al vero. Soprattutto ha parlato poco o niente, preferendo affidarsi alla tattica del “tanto peggio, tanto meglio”, non salvando nulla, neanche i sette anni che ha vissuto fianco a fianco con le persone alle quali oggi si contrappone. Ha poi, abilmente celato, invitandoli a non apparire per tutta la campagna elettorale, i grandi anziani della sua coalizione, nascondendoli dietro i selfie dei ragazzi, dove sono finiti Carmine Bernardo, Luigi Telese, Luigi Boccanfuso, Salvatore Mazzella, Luigi Mattera (gli ultimi tre hanno candidato i figli, quasi che la politica si facesse per successione dinastica come nel Medio Evo)? Eppure di quella squadra fanno parte, e sarebbero loro ad essere eletti a scapito dei giovani che ci hanno messo la faccia! Unico ad apparire, anzi a rubare la scena al candidato sindaco, è stato il senatore De Siano da Lacco, che ha frequentato le aule delle istituzioni più prestigiose d’Italia, attraverso le quali avrebbe dovuto dirottare sull’isola provvidenze e risorse, risolvere problemi. Non ci è riuscito o non lo ha fatto. Ora pensa di farlo conquistando uno scranno nel civico consesso di Ischia, al quale ambisce da decenni. Ha fatto campagna elettorale a sé, solo per la propria lista, incurante dei giovani candidati delle altre liste della sua coalizione. D’Altronde, anche perdendo le elezioni, piazzerebbe tre consiglieri al Comune a danno delle liste sorelle. Gianluca Trani così sarà stato il “cavallo di Troia” attraverso il quale ad Ischia sbarca il “metodo Lacco”, una vera iattura per tutta la comunità ischitana, basta guardare alle cronache giornalistiche quotidiane. Contro questo pericolo dobbiamo fare fronte comune, concittadini!

 

Dietro i selfie dei suoi candidati più giovani si cela, poi, un altro grande pericolo. Con Gianluca, probabilmente eletto anche da perdente, si candida un autorevole rappresentante della famiglia di albergatori noti per la pratica del “low cost”. Questo è un altro dei pericoli che dobbiamo sventare con il voto, cari concittadini.

Nessuno dei giovani dei selfie di Gianluca sarà eletto, saranno solo “carne da cannone” di un cambiamento sbandierato ma non praticato nei fatti. Ultimamente, infine, sta rivendicando la paternità degli eventi “Enjoy Ischia” e del “Giro d’Italia”. Caro Gianluca, sei sempre stato abile a strumentalizzare il lavoro altrui assumendotene i meriti. In merito ad “Enjoy Ischia” invito i miei concittadini a ritornare alle cronache giornalistiche del tempo, nelle quali ringraziavi il Sindaco e l’intera amministrazione per l’iniziativa. Ora ne prendi le distanze dopo sette lunghi anni passati in maggioranza a capitalizzare gli sforzi dei tuoi colleghi di coalizione, senza muovere un dito, senza mai adottare una iniziativa, eppure il ruolo ed il compenso lo avevi. Sei stato e sei il presidente del Consiglio Comunale. In merito al Giro d’Italia, premesso che ci siamo fatti nemici RCS e Corriere della Sera, il più autorevole giornale d’Italia (che vanta ancora crediti per centinaia di migliaia di euro dal comitato organizzatore), dovresti chiedere un parere in merito agli imprenditori che coinvolgesti che stanno sostenendo ancora le cause legali.

 

Concittadini, il momento è molto delicato. Vogliono farci credere che così non è. Che basta un sorriso, una canzoncina, una pacca sulla spalla. La continuità amministrativa significa stabilità. Prima di scegliere con il voto per i prossimi cinque anni, fatevi almeno tre domande. Basta un sindaco fotogenico? Manderà foto e post scritti su Facebook alla Regione, al Governo, agli enti sovracomunali, dove bisogna continuare a battagliare per i trasporti, la sanità, i trasferimenti finanziari? O piuttosto è meglio mandare chi ha maturato un’esperienza amministrativa adeguata ed è in grado, anche dialetticamente, di rappresentare, con fermezza, l’orgoglio e la dignità del proprio popolo? Basta un sindaco per amministrare o ci vuole anche una squadra coesa e unita, per portare a casa il risultato? Votando in massa Enzo Ferrandino, abbiamo l’occasione definitiva per liberarci di chi, con la sua sterile opposizione, da anni impedisce la crescita della nostra comunità, di chi, pieno di livore e solo per la propria personale affermazione (provate ad individuare sindaci e candidati sindaci “trombati”, tutti sopra i 60, nella coalizione di Gianluca) cerca vendette a danno della comunità per i suoi fallimenti del passato. Ora, avvertendo la propria debolezza elettorale, invocano il voto “disgiunto”. Pratica inutile e dannosa. In una malaugurata ipotesi del genere, il Sindaco eletto si troverebbe un consiglio comunale ostile che firmerebbe le dimissioni alla prima occasione riportandoci alle urne già l’anno prossimo.

 

Infine, per ognuno di noi parla la propria storia personale. C’è chi come me, per vent’anni si è occupato quotidianamente delle questioni piccole e grandi della comunità, per strada, nelle aule, a contatto con la gente, e chi, come il mio amico avversario che, ha scelto la facile strada del disimpegno passando all’opposizione dopo aver ottenuto una messe di voti per amministrare il paese. E se lo facesse ancora, una volta eletto? Che fine farebbe Ischia? Meditate gente, prima di votare, meditate”ENZO FERRANDINO

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