CAVA DELL’ISOLA LI’ DOVE C’ERA UN CANNETO ORA C’E’…UNA DISCESA PRIVATA?

Un gruppo di ragazzi questa notte non ha dormito, ha rinunciato al sonno per presidiare la spiaggia di cava dell’isola.
Perché? Perché a Cava dell’Isola stanno avvenendo cose che destano più di un sospetto in chi è impegnato nella difesa della spiaggia libera isolana per antonomasia. La storia è cominciata nel febbraio scorso con gravi smottamenti dalla collina sovrastante Cava.
Nel mese di marzo il comune di Forio emana un’ordinanza: la spiaggia è interdetta perché pericolosa.
Ma il crollo del costone non passa in silenzio: esponenti politici, associazioni ambientaliste e cittadini individuano la causa del disastro geologico nelle costruzioni sovrastanti la collina.
Inoltre si insinua nell’opinione pubblica il sospetto che dopo la chiusura la mossa successiva sarebbe stata la privatizzazione della spiaggia o almeno di una parte di essa.
La battaglia per la riapertura di Cava dell’Isola giunge finanche in Parlamento.
Per difendere la spiaggia dagli artigli della privatizzazione nacque anche un comitato dal nome emblematico “ Noi siamo nessuno”.
Si ebbero manifestazioni e cortei di protesta. In un incontro con i manifestanti il sindaco di Forio annuncio’ chei proprietari dell’albergo “Baia delle sirene” avrebbero risanato al più presto il costone crollato sotto la struttura.
I lavori iniziano e tutti attendono la loro fine per riavere la spiaggia. Ma, sotto gli occhi attoniti di tutta l’isola, il canneto che ricopriva la porzione di terra tra l’albergo e la spiaggia viene prima tagliato e poi bruciato. Le canne lasciano il posto ad uno sbancamento di terreno che ha tutta l’aria di una strada verso la spiaggia: in altre parole una discesa a mare con tutti i crismi.
Manca solo un piccolissimo pezzo eppoi la via verso il mare sarà completa.
I ragazzi che hanno presidiato la spiaggia stanotte hanno scritto su facebook di essere stati costantemente osservati dall’alto.
Intanto la rabbia delle persone cresce, su facebook fioccano i post di protesta e di sdegno :
“Dopo la discesa – scrive qualcuno- sicuramente avremo uno stabilimento balneare “autorizzato”, con bagnini pronti a cacciarti da quella che oramai sarà diventata una proprietà privata”.

Foto: Miro Iacono 

 

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