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PREMIO ISCHIA DI GIONALISMO A LINA BEN MHENNI BLOGGER TUNISINA

E’ a Ischia per ritirare il Premio Internazionale di Giornalismo, riconosciutole per la irriducibile difesa dei diritti umani e della libertà di stampa nel suo paese ancora in transizione, la Tunisia. Lina Ben Mhenni è una giovane donna di 31 anni con una vita già densa: il suo blog, a Tunisian Girl, è stato la voce della rivoluzione, un resoconto dettagliato delle violazioni dei diritti e delle motivazioni che hanno spinto i nostri vicini di mare a sovvertire il regime di Ben Ali alla ricerca della democrazia. Il suo blog fu oscurato durante il regime, durante la rivoluzione per le sue testimonianze è stata più volte minacciata e ancora oggi vive sotto scorta. Lina, noi italiani vediamo voi tunisini come un popolo attivo e assetato di giustizia. Scendete in piazza continuamente, vi ribellate.

Cosa pensate invece voi di noi Italiani?

Io amo molto l’Italia e come cittadina del mondo credo che noi abbiamo una storia comune e tratti comuni: fisici e morali. Lascia che ti racconti che ho vissuto un anno negli Stati Uniti e la gente pensava che fossi italiana. L’Italia è un paese bellissimo e sta facendo tanti sacrifici per migliorare la propria condizione e uscire da questa crisi. La passività e l’indifferenza sono una piaga mondiale oggi, ma io qui vedo tantissimi giovani molto attivi e pieni di energia e di buona volontà.

Napoli non gode di una buona fama, in Tunisia che reputazione ha?

In Tunisia Napoli è molto conosciuta e ci sono molti tunisini che vivono qui. Credo sia una delle città più importanti di Italia, piena di musei e di posti belli da vedere. Conosco molti tunisini orgogliosi di vivere qui.

Che cosa pensi delle politiche italiane ed europee sull’immigrazione?

Io sono una attivista dei diritti umani e penso che ogni uomo abbia il diritto di scegliere il posto in cui vivere. Le leggi attuali non rispettano questo principio. Sono fatte per proteggere i paesi europei dall’immigrazione senza prendere in considerazione le motivazioni che spingono a emigrare e non rispettano pienamente i diritti dei migranti. Credo che bisognerebbe impegnarsi ancora di più per salvare le vite umane che scappano dal sud del mondo.

La crisi economica sta minacciando i diritti soprattutto nel sud Europa: disoccupazione, povertà, tasse. Che ruolo dovrebbe avere il Mediterraneo nella ripresa economica e nella salvaguardia dei diritti?

Il Mediterrano ha sempre avuto un ruolo chiave nell’economia dei suoi paesi. Credo che ora più che mai bisognerebbe puntare su una maggiore cooperazione tra i paesi attraverso lo scambio di beni, ma anche attraverso la condivisione di esperienze e il dialogo.

Parliamo del tuo paese. Qual è la situazione dei diritti oggi in Tunisia?

Non è cambiato molto rispetto all’era Ben Ali. Per esempio, come hanno sottolineato recentemente anche le Nazioni Unite, la tortura è ancora praticata così come gli abusi nelle carceri. Molte manifestazioni pacifiche sono state aggredite dalla polizia e quando abbiamo visto un uomo condannato a sette anni di carcere per avere espresso la propria idea sulla religione, abbiamo capito tante cose. I processi di opinione sono frequenti e chiunque esprima liberamente le proprie idee: blogger, giornalisti, cittadini comuni, rischia grosso.

Che cosa succederà con le elezioni di autunno?

Prima di tutto spero che riusciremo veramente a organizzare le elezioni e che queste siano “eque” e “trasparenti”. Sarebbe una cosa bella, ma non so se in Tunisia succederà e non so neppure se le elezioni in questo momento sono la soluzione. Già si parla di un’unione tra i due principali partiti del paese e questo non può che rendermi pessimista.

Micol Conte. DA www.campaniasuweb.it