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ELEZIONI REGIONE CAMPANIA. LA PASCALE SCALPITA

Raffaele Fitto snobbato dai vertici locali di Fi e da Mara Carfagna, che pure lo ha sostenuto nella sua battaglia per le primarie. Il governatore Stefano Caldoro che cerca di uscire dall’angolo in cui è stato relegato, promuovendo un assessore per tacitare una parte interna del gruppo. Forza Campania che si scioglie definitivamente. E Francesca Pascale, la fidanzata di Silvio Berlusconi, data adesso come possibile candidata alle regionali del 2015; qualcuno azzarda addirittura come aspirante governatrice, altri si limitano a un più tranquillo ruolo da consigliera regionale. Dire che in Campania Forza Italia sia in subbuglio, significa usare un eufemismo. Il partito dell’ex Cav nella regione dove ha ottenuto il miglior risultato (23,94%) arrivando secondo alle ultime europee, davanti all’M5S, è attraversato da un vero e proprio terremoto.

Partiamo dal caso Fitto. Dopo aver dovuto annullare la sua convention una settimana fa a Napoli, visto che Giovanni Toti ne aveva organizzato un’altra con tutto lo stato maggiore proprio lo stesso giorno, il mister preferenze azzurro (48.600 solo in Campania) ha radunato i suoi fedelissimi lunedì sera all’Arenile di Bagnoli. Qualche centinaio di persone ad ascoltarlo per la terza tappa del «Oltre le divisioni tour». Non una folla immensa, quindi. E soprattutto nessuno dei vertici locali, nemmeno la Carfagna, a lui vicina, che invece venerdì scorso era presente all’evento con Toti. Della giunta Caldoro, c’era solo l’assessore ai Trasporti, Sergio Vetrella. Quindi un drappello di consiglieri regionali usciti da Forza Campania, alcuni amministratori ed esponenti della destra campana guidati da Mario Landolfi. Fitto rilancia le primarie, parla di unità del partito, dice che le divisioni devono essere lasciate da parte, promuove una piattaforma digitale con i contributi degli elettori. Ma pare isolato, molto isolato.

Nel frattempo, Caldoro si agita e cerca spazio. Suo padre Tonino, ex deputato socialista, dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno gli consiglia di non ricandidarsi visti i troppi capelli bianchi che gli sono spuntati. Lui si sente un po’ troppo solo, con la maggioranza risicata dopo l’uscita dei sette consiglieri di Forza Campania, l’Ncd che chiede un cambio di passo e alcuni ambienti di Fi vicini all’ex premier che lo tengono sulle spine. In particolare la coppia Domenico De Siano, coordinatore regionale, e Luigi Cesaro, ex presidente della Provincia di Napoli. Sono i fedelissimi della Pascale. Non a caso, da qualche giorno è partito un tormentone sulla stampa partenopea, secondo il quale la fidanzata di Berlusconi potrebbe addirittura candidarsi alla presidenza della Regione, o comunque in consiglio regionale, nel 2015. Il suo attivismo nel partito campano è noto, la nomina del suo amico De Siano (insieme sono stati sui banchi del consiglio provinciale) e l’esclusione di Nicola Cosentino dalle liste dei candidati delle politiche 2013 sono lì a dimostrarlo. Lei non perde occasione di mostrarsi nel territorio, come domenica scorsa quando ha fatto un vero e proprio bagno di folla alla festa dei gigli di Nola.

Caldoro prova quindi a reagire, ridefinendo alcuni rapporti interni. In questo contesto si inserisce la nomina della consigliera regionale Bianca D’Angelo ad assessore al Welfare, in sostituzione di Fulvio Martusciello (che però aveva altre deleghe) eletto al Parlamento europeo. Ma la D’Angelo è pure la compagna di Enzo Rivellini, ex eurodeputato che ha mancato la rielezione il 25 maggio e si è schierato con Clemente Mastella, anche lui rimasto fuori da Bruxelles, nella polemica contro il coordinatore regionale di Fi, De Siano, che li avrebbe sfavoriti nella campagna elettorale.

Chiude il cerchio l’implosione di Forza Campania, un fuoco di paglia durato appena sei mesi anche se capace di mettere in seria difficoltà lo stesso Caldoro. L’ormai ex capogruppo regionale Paola Raia e Luciana Scalzi, segretaria di Denis Verdini, le ultime due rimaste tra i cosentiniani, hanno ufficializzato il loro passaggio al Gruppo Misto. Prima di loro, la settimana scorsa, lo avevano fatto Massimo Ianniciello, Pasquale Giacobbe e Carlo Aveta, che hanno sposato la battaglia di Fitto. Ancora prima, a rientrare questa volta nei ranghi di Fi erano stati Antonia Ruggiero e Sergio Nappi, loro addirittura ricevuti da Berlusconi a Palazzo Grazioli a Roma. Finito in carcere Cosentino, il gruppo dei suoi fedelissimi è svanito in un batter d’occhio.

di Giovanni Bucchi da italiaoggi.it

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