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FONDAZIONE BANCO NAPOLI. NASCE UNA SCUOLA D’ARTE SARTORIALE

Attraverso il recupero della storia dell’artigianato tessile e sartoriale partenopeo è auspicabile la realizzazione di una scuola che trasmetta il sapere tradizionale, insegni quell’arte sartoriale maschile in grado di rendere riconoscibili gli abiti Made in Naples, e che sia rigorosamente insegnata ai giovani napoletani che sognano di diventare sarti; un progetto dal forte impatto sociale e culturale.
E’ quanto emerso dall’incontro sul tema “La tradizione sartoriale maschile a Napoli tra età moderna e contemporanea” svoltosi nella sede della Fondazione Banco di Napoli.
I relatori si sono confrontati sull’arte della seta, la storia, l’economia, dal ‘500 ai giorni nostri, attraverso lo studio delle carte d’archivio e il racconto di due libri: Giovan Battista Manso imprenditore e le sete del Real Monte Manso di Scala di Bianca Stranieri (Editori Paparo) e Cucita addosso. La collezione Tesorone: un secolo di collezionismo borghese di Nadia Barrella (Luciano Editore).Alla giornata di studio hanno partecipato Orazio Abbamonte, presidente della Fondazione, insieme con Giulio Sodano, docente di Storia Moderna e direttore del DiLBeC dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, Giancarlo Maresca, presidente dell’associazione “Mani di Napoli”, che riunisce artigiani del tessile, Silvana Musella Guida, storica dell’arte, Gaia Salvatori, docente di Storia contemporanea dell’Università Luigi Vanvitelli, Sonia Scognamiglio, docente di Storia delle Istituzioni dell’Università Parthenope.
Seta, tessuti e sartoria tra spirito etico ed economico. “Il recupero della storia e della tradizione, attraverso lo studio delle carte d’archivio è uno degli aspetti più importanti delle attività della nostra Fondazione – afferma Abbamonte – in questa giornata abbiamo discusso con profitto della tradizione artigianale e sartoriale napoletana, della sua bellezza fatta di arte manuale. È emersa l’importanza dello studio dei tessili, propedeutico alla storia dell’arte, alla storia del costume e della moda, alla ricostruzione della storia sociale e a un futuro progetto della creazione di una scuola sartoriale per i giovani napoletani”. “Si tessono relazioni – ha spiegato la studiosa Bianca Stranieri – evocando alcuni protagonisti della Napoli dell’Arte della Seta e dell’alta sartoria maschile, tradizioni secolari strettamente legate e da cui, ancora oggi, scaturiscono il peso e l’orgoglio della nostra città”. “C’è una profonda comunanza di intenti- ha commentato Nadia Barrella docente di Museografia – tra la Fondazione e il dipartimento di lettere e beni culturali dell’Università Luigi Vanvitelli, che pone l’accento sul bisogno di studiare, conservare e comunicare cultura e in particolare in questa giornata, la straordinaria tradizione sartoriale napoletana”. Dopo l’incontro, visita di due mostre: “Sulla tela e sulla carta” dedicata all’arte barocca, e “Kosmo”, quattro opere fotografiche di Federica Gioffredi incastonate tra le antiche carte d’archivio.

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