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TARI: AD ISCHIA SLITTA L’AUTOLIQUIDAZIONE, CARTELLE DI PAGAMENTO IN ARRIVO A SETTEMBRE

Rinviata in sede di Consiglio del 30 Luglio scorso, per la pregiudiziale sollevata dalla minoranza, l’autoliquidazione della tassa sui rifiuti sarà nuovamente posta in discussione dall’Amministrazione. Per quest’anno, quindi, verseremo la TARI seguendo gli avvisi di pagamento acclusi alla cartella che sarà regolarmente inviata al contribuente a breve, fortunatamente con l’applicazione delle tariffe dell’anno precedente e con pagamento in unica rata o con possibilità di dilazione. Nubi nere però si addensano per il futuro di questa tassa o meglio per il suo pagamento proprio a causa della volontà politica dell’attuale maggioranza del Comune d’Ischia che propende per l’autoliquidazione del tributo. La TARI, ossia la tassa sui rifiuti, istituita a decorrere dall’anno d’imposta 2014 in sostituzione della TARES, è finalizzata ad assicurare la copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani da parte dei singoli Comuni che applicano le tariffe utilizzando un metodo che prevede una quota fissa ed una variabile sia per le utenze domestiche che per quelle non domestiche. Nel Consiglio comunale scorso non si è riusciti a votare per l’autoliquidazione della TARI e di questo per il momento possiamo tirare un gran respiro. Infatti “autoliquidare” pone non pochi problemi, in quanto i contribuenti per l’autocalcolo della tassa dei rifiuti saranno costretti a dover recuperare tutti gli atti necessari per il suo calcolo ed ovviamente tali atti si identificano nelle delibere del Consiglio Comunale che riguardano l’approvazione delle tariffe e del relativo piano finanziario TARI che possono essere scaricate online dal sito ufficiale del Comune oppure vanno richieste fisicamente presso gli uffici comunali dell’area finanziaria. Ma ovviamente il punto più critico o per meglio dire più difficile, sarà poi procedere al calcolo vero e proprio e poi, a calcolo completato, bisogna essere in grado di compilare il modello di pagamento che varierà in base alle modalità scelte dall’Ente comunale, probabilmente un F 24, porsi inoltre il problema della rata unica o dividere nelle rate che l’Ente ha stabilito in delibera se si intende dilazionare.

di Ennio Anastasio