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NICOLA LAMONICA COMMENTA L’INCONTRO SUI TRASPORTI DI OGGI

Si è tenuto oggi pomeriggio all’istituto Mattei di Casamicciola un  incontro sui trasporti organizzato dall’associazionismo isolano. Nicola Lamonica, autmare commenta: ” Trasporti terrestri e marittimi: si susseguono senza sosta gl’incontri tra le associazioni e periodicamente tra queste e l’Ass. regionale Vetrella; ma finora non si è ricavato un ragno dal buco! Punti di riferimento miliari della nostra storia isolana rimangono ancora l’appuntamento di lotta di Casamicciola Terme del …… ed i contenuti che esso ha portato avanti con forza in una giornata di democrazia e di partecipazione che non conosce pari sull’isola.E ciò deve far riflettere tutti: sia sulla strategia da seguire, sia sui contenuti da portare avanti dal momento che è essenziale non lasciarsi condizionare dalle parole al vento del citato assessore. Assecondarlo è follia pura!
Noi Autmare non pensiamo che si possa continuare a dialogare con chi ha l’ambizione di portare a caso oltre il fallimento, sia sui trasporti marittimi che quelli terrestri, anche l’affermazione di una scriteriata scelta di privatizzazione per i servizi terrestri affidando ai privati le linee remunerative ed agganciando al bilancio regionale i soli servizi in perdita. Mai avremmo pensato che si giungesse a tanto! Che si potessero garantire e gestire i servizi essenziali operando al di fuori una giusta compensazione tra momenti stagionali favorevoli e basse stagioni, tra linee remunerative e servizi tendenzialmente in perdita.

Che Vetrella abbia fallito è nei fatti! Lo si dica con forza e in ogni occasione possibile; ma si vada anche oltre e invece di lasciarsi coinvolgere nella sua campagna elettorale ( ! ) si abbia la forza di chiederne la sostituzione onde sperare di poter raggiungere qualche obiettivo minimo con chi eventualmente lo dovesse sostituire in questo scoscio di legislatura.

Il fallimento Vetrella è in tutto: sulla negazione di servizi, sulla qualità finora espressa, sulle questioni tariffarie e le sue scelte tra il fare e il non fare anche nelle infrastrutture certamente non hanno dato alcun sostegno ai nostri diritti ed alla nostra economia. Che vogliamo di più per ritornare in piazza e dire la nostra anche nella grande ricchezza della diversità ?