Teleischia
Cronaca

LIQUAMI NEL MARE A S.ANGELO NEL 2010, ASSOLTI SINDACI E RESPONSABILI DELL’EVI

 Valanga di liquami nel mare di Sant’Angelo, assolti con formula piena sindaci e responsabili dell’evi spa. Il fatto avvenne nell’agosto del 2010: nel corso di alcuni lavori sul fondale del canale di Procida per potenziare la fornitura elettrica della zona flegrea, fu tagliato invece accidentalmente il cavo che fornisce l’elettricità all’isola d’ischia. Il black out bloccò l’impianto di sollevamento dei liquami fognari, ubicato in località Cava Ruffano, a s.angelo. Il gruppo elettrogeno della struttura, non entrò in funzione e le pompe di sollevamento restarono bloccate e la fogna tracimò, portando fuori e in mare i liquami. La Guardia di Finanza scandagliò la costa e scoprì la causa del disastro ambientale, che fece inorridire residenti e turisti. Nei mesi successivi si aprì il processo, che ha visto coinvolti, tra gli altri, primi cittadini e assessori dei vari comuni di Ischia, chiamati in causa come componenti del consiglio di amministrazione dell’E.V.I. s.p.a. : l’attuale sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino, e l’ex Giovanni Buono (all’epoca dei fatti presidente della spa), l’ex sindaco di Lacco Ameno, ed attuale senatore, Domenico De Siano, un assessore di Casamicciola, Maurizio Pirulli, il sindaco di Forio, Franco Regine, gli ex sindaci di Barano e di Serrara Fontana, Giosi Gaudioso e Cesare Mattera, e il liquidatore del consorzio, Domenico Pirozzi.

Per l’accusa le ragioni del grave disservizio erano attribuibili alla mancanza di manutenzione dell’impianto. Per questo motivo agli imputati furono contestati i reati di danneggiamento aggravato, getto pericoloso di cose atte a cagionare effetti pregiudizievoli all’ambiente marino e omissioni di controlli, della manutenzione e della vigilanza dell’impianto di sollevamento dei liquami.

Il Tribunale di Ischia, sezione distaccata di Napoli, però ha assolto tutti, amministratori pubblici e responsabili dell’evi spa, “per non aver commesso il fatto e perché il fatto non costituisce reato “. Il collegio difensivo è riuscito a dimostrare che il consiglio d’amministrazione della E.V.I. s.p.a. aveva deliberato una serie di stanziamenti proprio per la risoluzione delle problematiche del sistema fognario e per la sua messa in sicurezza.

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