TURISMO: SINERGIA PER IL RILANCIO DELL’ISOLA

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Continuare a parlare di turismo, serve ancora? La parabola discendente del nostro “appeal” nel mondo, nonostante la partecipazione alle fiere nazionali ed internazionale, impongono comunque un serio ragionamento. Ne è convinto luciano venia che lancia la sua strategia: un progetto fondante, che memore dei fasti del secolo scorso, ridia slancio alla nostra isola, per troppo tempo mortificata dai suoi problemi e da una classe politica troppo frastagliata ed incapace di trovare le soluzioni ai problemi. E lo stesso venia trova d’accordo il rappresentante dell’ascom peppe scotti e l’albergatore franco di costanzo: basta piangersi addosso, l’ischitano deve avere un moto di orgoglio per rivoluzionare la situazione, reimpossessandosi dell’isola e riportarla ai fasti di un tempo. Un progetto ambizioso? Almeno, un progetto c’è, fatto di 18 punti strategici che vanno dall’ambiente alla sanità, dalla viabilità ai trasporti. Occorre un patto sociale, tra imprenditori, sindacati e lavoratori. Occorre fare sinergia, non escludendo gli amministratori locali, chiamati alle loro responsabilità.
I problemi sono sempre gli stessi, quelli che i turisti quotidianamente notano e segnalano: troppe auto, l’immondizia, il servizio di autobus, i traghetti obsoleti, le tariffe….C’è bisogno di allargare i mercati, e per questo i nostri amministratori viaggiano, frequentano le fiere di settore, nazionali ed internazionali. Ma il paese come risponde? Risponde con le buche per le strade, i tubi delle fogne che riemergono dal fondo della sabbia, l’erba che cresce selvaggia dappertutto. E scatta così la polemica sulla tassa di soggiorno che per franco di costanzo potrebbe servire in parte ad una grossa campagna di marketing internazionale, invece di apparare i buchi di bilanci comunali sempre più gruviera. C’è la ricerca di nuovi mercati, Scotti dell’ascom suggerisce il turismo religioso; Venia ricorda le origini greche della nostra isola, evidenziando come i rinvenimenti archeologici, ad ischia come a panza, passando per lacco ameno non siano stati sfruttati appieno, come richiamo per il settore turistico appropriato. La “coppa di nestore”, ad esempio, è poco visitata nella sua nicchia di villa arbusto.
franco di costanzo invece si rammarica del fatto che le società che gestiscono il diportismo nautico sull’isola, non producano quanto in realtà dovrebbero in termini di incasso.
C’è poi la difesa del territorio, del verde e del paesaggio, così come delle coste, degli arenili e del mare, ed anche qui sembra di scoprire l’acqua calda: “ho proposto di realizzare un monitoraggio di tutte le condotte che sfociano nel mare intorno all’isola per verificare preventivamente se ci sono falle, prima che inizi la stagione turistica, ma nessuna risposta”, sottolinea luciano venia.
E poi, il sogno non troppo irrealizzabile di venia, della riapertura della vecchia foce del porto di ischia: “Qui invito il sindaco giosi ferrandino ad indossare la fascia tricolore – dice venia – per ripristinare la foce e ridarla alla fruibilità degli ischitani, sottraendola ad interessi non troppo chiari, che comunque sono certo non appartengono al sindaco…”
Un sogno? Una chimera? Ormai ad ischia siamo stati abituati ai grandi progetti, troppo spesso proclamati ma mai perseguiti.
Dal convegno può nascere quindi il momento della sinergia globale, tra tutti gli attori, politici, imprenditori, lavoratori e cittadini, per cercare di dare una sterzata seria ad un andazzo che molto presto ci condurrà in fondo al pozzo…