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CODACONS: UN’ESTATE CRITICA PER IL TURISMO IN ITALIA. AD ISCHIA CALO DEL 30%

”L’estate 2014 sarà ricordata come quella della crisi sul fronte delle presenze presso lidi, stabilimenti e strutture varie e del fatturato registrato dal settore turistico”. Lo afferma il Codacons, che spiega: “Due i fattori che hanno determinato il dramma del turismo nel nostro paese: la crisi economica che non accenna a placarsi e che ha portato negli anni ad una progressiva riduzione delle partenze e dei giorni di villeggiatura, e il maltempo, con condizioni meteo eccezionali che hanno spinto un numero enorme di cittadini a rinunciare alle vacanze o disdire i pacchetti precedentemente acquistati. Al punto che solo un italiano su due è andato in vacanza tra giugno e agosto. Un dato peggiore delle prime previsioni, aggravato dalle incerte condizioni meteorologiche che hanno inferto il definitivo colpo di grazia al turismo italiano già messo a dura prova dalla concorrenza di paesi come Spagna, Grecia e Croazia”. ”Le presenze di cittadini presso lidi e stabilimenti balneari sono calate mediamente del 30% rispetto allo scorso anno – aggiunge il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – e il danno complessivo per il settore turistico e’ stimabile in almeno 1,5 miliardi di euro nel periodo giugno-agosto, con ripercussioni pesanti per l’occupazione del comparto, che ha visto bruciare circa 50mila posti di lavoro stagionali”.

E anche l’isola di ischia ha registrato un calo di presenze soprattutto nei mesi di giugno e luglio, mentre ad agosto la maggior parte degli alberghi è stata in overbooking; ma il solo mese di agosto non riuscirà a colmare la crisi del settore se gli altri mesi invece fanno registrare un calo di oltre il 30% . Adesso è ancora presto per fare un bilancio esatto – spiegano gi albergatori – però per colmare un po’ il fosso dovremmo lavorare a pieno regime almeno settembre e ottobre, e francamente sembra impossibile.
e se gli albergatori non se la passano bene i commercianti e i ristoratori dell’isola di ischia non esitano a dirsi avviliti. La spesa media di questi turisti è bassissima – spiegano gli operatori del terziario – abbiamo grandi difficoltà a proporre merci di prezzo medio basso. Vanno solo articoli da pochi euro! E se questo è il trend non ci resta che chiudere”