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AREA MARINA “POCO” PROTETTA: POLEMICA A TRE VOCI

Ischia trasformata in un “mega parcheggio” per imbarcazioni. Ogni zona protetta è invasa da barche. Il Responsabile dell’Area Marina Protetta Riccardo Strada scrive un post durissimo sulla pagina fb del Regno di Nettuno con tanto di foto contro il diportismo selvaggio di ferragosto e si scatena la polemica. L’accusa neanche tanto velata è rivolta di fatto alla Capitaneria di Porto che non farebbe il proprio dovere. A stretto giro gli risponde Lino Ferrara presidente dell’Unione Nazionale Armatori da Diporto che evidenzia subito come in Italia non esista una legge che  garantisce chi naviga in mare e che, per una sua strutturazione sbagliata, espone i cittadini a pericoli, spesso vitali. ” Per guidare uno scooter da 50cc – accusa Ferrara – devi conseguire la patente A, per guidare a mare una barca con un motore da 40cv non serve alcun documento! «Che fine hanno fatto – continua Ferrara – i soldi per i campi boe per proteggere i fondali? Il Regno di Nessuno sino ad oggi è servito solo a far scappare facoltosi diportisti. É il Regno delle contraddizioni – sottolinea – da cui prendono le distanze gli stessi Verdi con Francesco Emilio Borrelli. Solo un’inutile poltrona ed un timone a quanto sembra» è la conclusione al veleno di Lino Ferrara nei confronti di Strada”. Borrelli dal canto suo propone un reportage fotografico realizzato negli ultimi giorni sulle imbarcazioni da diporto che invadono le zone protette dell’isola verde trasformandole in una sorta di “mega parcheggio”. “Credo che lo sconcio abbia superato ogni limite – spiega Francesco Emilio Borrelli dei Verdi – nella mancanza di controlli, nella mancanza di campi boe e nella faccia tosta del direttore Strada che gira lungo la costa ischitana denunciando via fb gli abusi come se questo far west del mare non lo riguardasse. Come se lui non avesse ruoli. Lui invece a nostro avviso è proprio uno dei principali responsabili di questo disastro. Bisogna esautorare questo personaggio che da tempo è ai vertici del Regno di Nettuno e denuncia i disservizi dell’area marina come se fosse un turista. Ha avuto diversi anni per fare qualcosa, adesso è tempo di mandarlo a casa e cominciare una gestione sana e seria evitando l’assalto delle aree protette trasformate oramai in parcheggi selvaggi per imbarcazioni. C’è inoltre bisogno dei campi boe e di personale che impedisca alle imbarcazioni di muoversi a velocità sostenuta a bordo costa come avviene nel periodo estivo oramai quotidianamente e pericolosamente”.