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Trasporti marittimi: le ombre sulla privatizzazione della Caremar. L’inchiesta sul cartello da parte del Garante per la Concorrenza

Un momento di pausa sui trasporti marittimi è in atto, dopo il voltafaccia dei sindaci che hanno disertato l’incontro con Vetrella per dissenso sui Suoi comportamenti istituzionali. Ma ciò non significa che nulla ci sia in pentola e che nulla si stia approntando; anzi è vero il contrario!
Le questioni sono ancora tutte lì e, nel disimpegno dei Sindaci (fa eccezione Procida che gode di una buona intesa per sé con Santa Lucia) , si sta procedendo a risolvere le questioni notturne con i soliti vantaggi a favore di qualcuno, a ridare un assetto al quadro orario senza che nulla cambi, a consolidare le conclusioni di una gara fregandosene delle riflessioni dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici AVCP e dell’Autorità Garante per la Concorrenza e del Mercato.
E’ su questi ultimi che vorrei ancora una volta richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica con la speranza che il rumore che ne possa nascere sia tanto alto ed assordante da scuotere le forze politiche e sociali che tacitano o fanno azioni di basso profilo (come l’ultimo sciopero sindacale) nonostante abbiano il potere di intervenire per dare legalità al settore e diritti ai cittadini .
In riferimento alla gara per la privatizzazione ed alla frettolosa assegnazione, benché provvisoria, fatta a favore dell’ATI Snav –Rifim (più semplicemente Snav- Medmar), ci sono due cose da dire subito: che l’invito a riflettere che veniva dall’AVCP sulle cose riportate dal ricorrente Marworld-Ship Management and Service Spa (più semplicemente Marrazzo?) sia stato disatteso; che la preoccupazione del Garante del consolidamento del Cartello Armatoriale già operante non preoccupi più di tanto, né a livello regionale né a livello locale.
Sono riflessioni inutili? O piuttosto, come pensiamo, c’è la volontà comunque di strafare per non creare squilibri in un mercato che è tutto marcio?
A parte le questioni legate alla fidejussioni che hanno trovato una soluzione interna alla Commissione del tutto singolare, c’è da riflettere sull’offerta della “ vincitrice “ che vorrebbe mantenere un servizio pubblico con la metà dei soldi che oggi lo Stato dà alla Caremar. A tal proposito, delle due l’una: o i dirigenti Caremar sono stati incapaci di gestire i servizi, oppure si ha l’intenzione, ad assegnazione conclusa, di ridurre il numero delle corse OSP favorendo così un mercato residuale a tutto vantaggio per gli armatori del Cartello che per Regolamento Regionale (creato ad hoc e mai modificato!) hanno il diritto di prelazione su ogni intruso, bloccando così di fatto la richiesta di libero mercato che a parole tutti dicono di voler garantire. Noi propendiamo per la seconda, e decisamente, e siamo anche convinti che problematiche occupazionali nasceranno e che, nella sciagurata ipotesi della conferma, elementi per consigliare “ contratto di solidarietà “ anche nel settore marittimo che i nostro sindacati sapranno mettere in campo per conservare consensi ed un ruolo.
Circa il Garante per la Concorrenza è sintomatico apprendere che un’istruttoria avviata su di un esposto dell’Autmare (e non solo) – felicemente chiusa il 15 ottobre del 2009 rendendo obbligatori gli impegni proposti da tutte le parti armatoriali – sia stata riaperta il 30 maggio 2013 con decisione di conclusioni entro il 30 maggio 2004 e che agli armatori di prima, si siano aggiunte le società Gescab srl, Lauro.it Spa e l’Associazione Armatori Partenopei ACAP nata nel 2007 a stretto ridosso della gara regionale per i servizi notturni. Nelle premesse di detto atto compare in tutta evidenze l’intreccio d’interesse che sopravvive nei servizi marittimi del Golfo di Napoli tra le tante sigle in campo riassumibili in gruppo Lauro, gruppo Medmar e gruppo Aponte che trovano, poi, una loro sintesi operativa nell’ACAP e nella Gescab; ma anche, per una gran parte di esse, nel Metrò del Mare ( costituitosi nel 2002 ), nel Consorzio Linee marittime Partenopee ( in liquidazione con delibera del 14/7 2009), nel Consorzio Linee marittime Neapolis ( costituitosi nel 2004 ).
Significativa appare anche l’ennesima riflessione del Garante sulle questioni della concorrenza che nell’ultimo suo scritto così viene rappresentata : “ ….. emerge una situazione di ripartizione delle diverse rotte operate dagli armatori privati, taleper cui su ciascuna rotta, oltre all’operatore pubblico caremar, risulta generalmente essere attivo- tanto in servizio minimo quanto in regimne di servizio autorizzato- un unico armatore privato, il quale sembrerebbe quindi poter operare sulle proprie tratte al riparo dalla concorrenza“
Il nostro impegno di autmarini, di oltre un decennio, ci conferma l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza che trova i suoi punti di forza nella spartizione degli approdi, nelle politiche tariffarie, nell’attuazione di un piano dei servizi che soddisfa i privati ( mai una lite commerciale tra loro! ) ai danni di un servizio pubblico che si lascia “ rubare “ pezzi commerciali senza mai “ litigare “ con l’Ente regionale preposto al Piano Orario

di Nicola Lamonica (Autmare)