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CASERMA FORESTALE A CASAMICCIOLA, DOMANI L’UDIENZA

Domani dinnanzi al GIP del Tribunale di Napoli, si terrà l’udienza sulla costruzione della caserma della Guardia Forestale a Casamicciola che portò all’abbattimento di una parte della pineta di Casamicciola. Verdi e Simioli: ” non daremo tregua ai responsabili di questa vicenda anche se stanno tentando di farla andare in prescrizione”.  La Procura di Napoli ha contestato agli indagati, politici,amministratori e funzionari tra cui il rappresentante legale della società incaricata dei lavori e l’allora provveditore interregionale alle Opere Pubbliche per la Campania e il Molise, per la costruzione della caserma della Guardia Forestale a Casamicciola una serie di reati che vanno dalla alla falsità ideologica, alla distruzione di bellezze naturali. L’ipotesi dei magistrati è che per aggirare i divieti di edificazione sull’isola sottoposta a vincoli paesaggistici abbiano dato il via ai lavori di costruzione della caserma su una particella catastale diversa da quella che era stata originariamente destinata dal Comune. Giovedì 26 giugno è prevista l’udienza.

Gli indagati per la Procura sapevano bene anche che sul bosco insistente sulla particella 9 del foglio 4 «vigeva un vincolo assoluto ad uso legnatico a favore dei cittadini del Comune di Casamicciola», eppure avrebbero nascosto l’esistenza dei vincoli intimando al geometra Francesco Conte di «predisporre e depositare in luogo della particella nr 1 il frazionamento della particella numero 9». Così, anche in assenza del permesso di costruire in un’area sottoposta a vincolo, il disboscamento ha avuto inizio.

Un centinaio di pini ad alto fusto in uno degli ultimi polmoni verdi dell’isola sono venuti giù uno dopo l’altro, il cantiere è stato aperto ed è stato colato anche il cemento per predisporre i primi due piani dell’immobile. Il tutto su un’area diversa da quella indicata e anzi secondo l’accusa individuata in modo doloso e falso.

“Appena io terminai il mio mandato di assessore provinciale all’ agricoltura e alla forestazione – denuncia il membro dell’esecutivo nazionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – cominciarono a realizzare nel 2009 questa nuova caserma grazie all’immediato consenso che fornì l’ allora neo presidente della Provincia Luigi Cesaro che stranamente annullò le deleghe del mio assessorato avocandole a se. Finchè rimasi in carica infatti negai sempre il permesso a costruire anche grazie al supporto del dirigente al ramo Giovanni Miele che lo stesso Cesaro spostò stranamente ad altra funzione pur essendo l’ unico agronomo della provincia.

I lavori una volta iniziati furono bloccati ben due volte dall’ allora Sindaco del comune ischitano Vincenzo D’ Ambrosio e da noi Verdi che arrivammo anche ad incatenarsi per fermare lo scempio. Alla fine il Tar diede per ben due volte ragione ai ricorrenti ed il cantiere, dove purtroppo era avvenuta una vera e propria devastazione ambientale, fu sequestrato dalla Magistratura. Una caserma di decine posti letto compresa la foresteria ed un’ area sauna per una stazione della Forestale che conta appena una decina di uomini: il sospetto era che, in realtà, la struttura sarebbe finita per accogliere ospiti importanti, come un albergo.

“Da allora – continua Borrelli assieme a Gianni Simioli della radiazza – però tutto è rimasto fermo e la mostruosa struttura realizzata a metà è da quattro anni allo stesso posto a deperire. Noi vogliamo il ripristino urgente dei luoghi e che vengano piantumati nuovi alberi in sostituzione di quelli abbattuti eliminando questa colata di cemento realizzata in una zona tra l’ altro a forte dissesto idrogeologico. Questa caserma è uno dei più gravi scempi edilizi commessi sull’ isola negli ultimi anni tra l’ altro dallo Stato e simbolo inaccettabile dell’ abusivismo edilizio ad Ischia e in Campania e si trova oramai in condizioni indecenti. Non daremo tregua ai responsabili di questo scempio finchè non sarà fatta giustizia”.