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BEL GESTO DEI RAGAZZI DI TIFOISCHIA.IT, DONATA LA MAGLIA DI CUNZI AD UN BAMBINO

Nell’ultima partita di campionato e nel giorno della festa-promozione, al termine della partita Ischia-Arzanese, sugli spalti si verificò un episodio sicuramente poco carino. Un bambino di undici anni – a cui un giocatore dell’Ischia da tempo aveva promesso di lanciargli la maglietta a fine gara — al triplice fischio finale si portò nei pressi della balaustra della tribuna inferiore che affaccia sulle panchine, nel punto in cui dopo ogni vittoria i giocatori dell’Ischia festeggiano proprio davanti ai tifosi. Il lancio delle magliette era scontato visto che si trattava dell’ultima partita casalinga e che l’Ischia festeggiava lo storico ritorno in C1. Il bambino entusiasta di poter ricevere la maglia del giocatore, era gioioso. Quando vide l’atleta gialloblu avvicinarsi alla balaustra, lo chiamò urlando felice a squarciagola il suo nome. Il giocatore a quel punto lanciò la maglia proprio in direzione del bambino che allungò il braccio convinto di poter realizzare il suo “sogno” ma non riuscì ad afferrarla perché un tifoso storico dell’Ischia glielo spostò prepotentemente impossessandosi del cimelio-promozione. Quel gesto rovinò il pomeriggio di festa al bambino. Ebbene, i ragazzi che gestiscono il seguito sito web tifoischia.it, un portale sempre aggiornato sulla squadra gialloblu, venuti a conoscenza dell’episodio, hanno rintracciato il bambino e gli hanno fatto una sorpresa di quelle che non si dimenticano. Gli hanno procurato la maglia numero dieci di Evangelista Cunzi, gliel’hanno fatto autografare e gliel’hanno consegnata. Si tratta di ragazzi che senz’altro rappresentano la parte migliore del tifo. Li abbiamo incontrati all’esterno dello stadio Enzo Mazzella e con innata spontaneità ci hanno raccontato perché hanno deciso di donare la maglietta di Cunzi al piccolo Domenico. E così in Italia, in un mondo come quello del calcio dove da tempo ormai domina l’intreccio tra affari e interessi economici che sporcano di malaffare lo sport più seguito nel nostro Paese e dove spesso soggetti indegni di poter essere definiti tifosi si recano allo stadio non per supportare la propria squadra del cuore ma solo per sfogare attraverso inaudita violenza frustrazioni sociali accumulate nel tempo, ci sono ancora esempi di tifosi veri, genuini e sinceri che mettono al primo posto della scala dei valori della vita la lealtà e l’altruismo .

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