Teleischia
Senza categoria

8 ANNI FA, LA TRAGEDIA DI MONTE VEZZI

Un boato, per avvertire che la montagna veniva giù, ma era ormai troppo tardi: sono le 6 meno 20 di quella tragica domenica mattina 30 aprile 2006: una prima colata di fango e detriti viene giù da monte vezzi, la collina che sovrasta la zona dei pilastri ai confini tra ischia e barano. Ma è la seconda ondata di fango quella più devastante, che apre il fronte centrale sul lato della collina, ad una altezza di circa 400 metri

anche i soccorritori, che erano quasi giunti sul posto del disastro, sono stati colti dall’ondata che li ha travolti e portati indietro, a valle

l’onda di fango assassina, travolge l’abitazione di luigi buono: perde la vita lui, il capo famiglia, un cuoco di 53 anni e le sue tre figlie, anna di 19, maria di 17, giulia di 13

si salvano la moglie orsola migliaccio, 43 anni e la piccola stella, quasi tre anni, una nipotina letteralmente miracolata….

La pioggia incessante che veniva giù da 2 giorni ad ischia, localizzata in quel punto, ha prodotto una colata di fango e detriti che ha percorso via arenella, è scesa lungo tutta via michele mazzella, fino al mare, al lido

il bilancio: oltre ai 4 morti, 9 feriti – tra cui anche soccorritori, circa 200 famiglie sfollate, per le abitazioni della zona a rischio, in tutto 500 persone che trovano riparo per lo più presso abitazioni di amici e parenti, nell’immediato. Viene allestito un campo di accoglienza presso il palazzetto dello sport, mentre l’unità di crisi fissa il proprio quartier generale al municipio. Sul posto, la protezione civile nazionale ed i vertici della regione campania

intanto sul luogo del disastro, dove alle forze dell’ordine si sono aggiunti i tanti volontari, arriva anche il vescovo di ischia mons. Strofaldi, visibilmente provato.

Sotto accusa, immediatamente la questione del dissesto idrogeologico e l’abusivismo edilizio…

Tra i messaggi di partecipazione e di commozione, quello del presidente della repubblica, carlo azeglio ciampi, che il primo maggio, in occasione del discorso per la festa del lavoro, ricordò i morti di quelle ore, partendo dai carabinieri periti nell’attentato di Nassirya, appena tre giorni prima…