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IL CONNA RIPRENDE I 5 STELLE: CHIUDERE I BORDELLI!

Al punto tredicesimo del Programma del Movimento 5 Stelle è prevista l’abolizione delle “Autorità”. Delle Autority, come preferiva definirle l’americanista convinto Walter Veltroni subito dopo averle importate dal mondo anglosassone. Esse si sono rivelate una calamità perché hanno fatto raddoppiare la spesa per lo Stato ed esautorato parzialmente il lavoro dei ministeri che se non altro sul piano tecnico ne sapevano certamente di più di una autority qualsiasi.

La peggiore fra queste è senz’altro quella delle comunicazioni, la famigerata AGCOM che da quando si è insediata in tempi lontani ha affastellato un numero impressionante di delibere, di regole, di regolette spesso in contraddizione fra di loro.
Esse sono praticamente di difficile impugnazione da parte dei cittadini perché chiunque volesse farlo dovrebbe recarsi in tribunale, depositare una somma a fondo perduto di 4000 euro per il primo grado, di 6000 euro per il secondo – circa 12 milioni di vecchie lire! – somme alle quali dovrebbe poi essere addizionata la spesa che comporta il processo, l’avvocato o il collegio di avvocati, qualcosa di proibitivo: un indegno balzello di sbarramento per impedire ai cittadini di avere giustizia.
E poi qualcuno ci viene a raccontare che è invece il Senato a dover essere abolito urgentemente!
Ma sono questi bordelli di “Autorità” per primi a dover scomparire ché creano regole contraddittorie, approssimative, spesso palesemente incostituzionali.
Circa l’operato dell’Agcom poi vale un esempio. Come è noto la legge Mammì prevedeva l’esborso dell’uno per cento del fatturato a quelle imprese che gestivano reti nazionali televisive; il tutto si traduceva in una somma relativamente modesta rispetto agli enormi profitti che il possesso di reti televisive consentivano. Ebbene, oggi l’AGCOM sta esaminando un provvedimento per abbassare ulteriormente la somma dovuta per l’uso delle frequenze da parte delle reti nazionali televisive!
Al diffondersi della notizia, immediatamente i commissari e il presidente – tutti di nomina partitica – hanno tranquillizzato l’opinione pubblica con un comunicato dicendo che il gettito per lo Stato non diminuirà, anzi forse aumenterà.
E allora, abbiamo capito da dove prenderanno i soldi per ripianare l’ammanco; li trarranno dalla piccola editoria quella che opera sul territorio e che è utile alla Comunità, che però ha un grave difetto: essere una voce scomoda perché difficilmente controllabile. E allora, chi meglio dell’Agcom la può cancellare definitivamente?
Basta strozzarla economicamente…

DAL SINDACATO CONNA