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RECESSIONE AL SUD. PATRICIELLO “NO AD UNA ITALIA A DUE VELOCITA’.”

Dall’ultimo rapporto sull’Economia del Mezzogiorno elaborato dalla Diste Consulting emergono dati allarmanti. Il Centro-Sud Italia non riesce ad uscire dal tunnel della crisi abbandonandosi così una ulteriore recessione rispetto al Nord del nostro Paese che inizia ad intravedere una via d’uscita dalla crisi economica.

“Dati fortemente negativi – commenta l’On. Aldo Patriciello – che fotografano, di nuovo, una forte sperequazione tra il Nord e il Sud dell’Italia con cui noi tutti dobbiamo fare i conti. Non possiamo consentire – continua Patriciello – che il Meridione paghi ancora per errori politici, programmatici e amministrativi, bipartisan, che hanno ampliato la distanza economica rispetto al Nord, consentendo altresì il dilagare di un sentimento di profonda antipolitica ed euroscetticismo derivante dai numerosi problemi economici ed occupazionali che le nostre regioni stanno vivendo da non pochi anni a questa parte.

Dobbiamo fare in modo che le nostre amministrazioni, i nostri concittadini, riprendano fiducia in loro stessi e nell’Unione Europea perché è solo da essa che oggi può rinascere una nuova economia, un nuovo sviluppo per i nostri territori. Non mi stancherò mai di dirlo perché ne sono fermamente convinto: è dalla programmazione comunitaria che possiamo prendere le risorse, le idee, la forza per ricominciare; è attraverso i fondi europei che possiamo ridare respiro alle aziende, sostenerne l’apertura di nuove, programmare le grandi opere infrastrutturali di cui necessita il centro-sud Italia e funzionali ad una ripresa economica. Anche il turismo può ripartire se ci impegniamo, perché è proprio il territorio la nostra maggiore ricchezza. Iniziamo quindi a progettare, a prevedere figure professionali in grado di stilare dei progetti vincenti, diamo fiducia a chi ha perfetta conoscenza della macchina amministrativa europea e lavoriamo insieme per ricominciare e per evitare che l’Italia diventi l’ultima ruota del carro dell’Europa.

La chiave di volta è proprio questa e non ce ne saranno altre; per questo voglio ripetere a chi non crede nella strategicità della UE che non possiamo uscire fuori dall’euro, non possiamo far andare avanti gli altri Stati e non possiamo tornare al nostro ‘piccolo orticello’ ma dobbiamo concepire il nostro Paese all’interno di un sistema che non ci emargina ma che, se siamo bravi, ci può dare tanto. La conoscenza è tutto ed io non smetterò di inviare e di pubblicare informazioni su bandi, iniziative ed opportunità europee in quanto credo che il ruolo dell’eurodeputato imponga, tra le altre cose, il dovere di informare e formare i cittadini su tali temi”.