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RIDIAMO UN SENSO ALLA FESTA DELLA DONNA

Un’altra festa della donna. Altre polemiche tra chi intende festeggiarla e chi la considera superata.

Forse l’unico modo per dare un senso a questa giornata è riflettendo, tutti, uomini e donne, su come il mondo femminile è cambiato negli ultimi decenni. Sui progressi fatti, ma anche sulle tante battaglie che ancora noi donne dobbiamo combattere, soprattutto in Italia.

Siamo il Paese europeo con il più alto numero di femminicidi, siamo il Paese del bunga bunga e delle donne portate alla ribalta solo per aver soddisfatto il potente (uomo) di turno, siamo il Paese in cui c’è stato bisogno di interventi legislativi per far entrare le donne nei CdA e nelle Giunte comunali. Siamo il Paese in cui ancora le donne sono costrette a chiedere le quote rosa per essere considerate politicamente e per entrare nella stanze del potere e nello stesso tempo siamo anche il Paese in cui le donne, una volta ottenute le quote rosa, non vengono selezionate unicamente per la loro capacità…siamo il Paese in cui un Ministro donna attira l’attenzione e battute da caserma per il suo aspetto fisico. Siamo anche il Paese in cui le donne sono spesso costrette a scegliere tra una carriera e una famiglia perché non ci sono abbastanza strutture per aiutarle con i figli o con gli anziani, in cui le donne guadagnano mediamente meno rispetto gli uomini e devono lavorare di più per ottenere gli stessi riconoscimenti, siamo il Paese in cui le donne sono mediamente più brave a scuola, ma anche molto più disoccupate degli uomini.

Ma siamo anche il Paese di Rita Levi da Montalcini, Margherita Hack, Elena Cattaneo, Nilde Iotti, Tina Anselmi, Elsa Morante e Carla Fracci.

Forse stasera invece di andare a festeggiare dovremmo farci tutti delle domande sulle nostre contraddizioni.