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OGGI, 24 GENNAIO, SI FESTEGGIA SAN FRANCESCO DI SALES, PROTETTORE DEI GIORNALISTI

Oggi si festeggia San Francesco di Sales, protettore dei giornalisti. Teologo, dialettico e, soprattutto innovatore nelle forme della comunicazione, S. Francesco di Sales, 1567-1622, fu anche il primo ad introdurre l’uso di fogli stampati da distribuire nelle case o da affiggere all’ingresso delle chiese per le comunicazioni religiose e di catechesi. Per questi motivi PIO XI nel 1923, esattamente cento anni fa, lo assunse a “patrono dei giornalisti”. La sua ricorrenza, il 24 gennaio, è motivo di riflessione per tutta la categoria, credenti e non credenti, sulla necessità che essa rimetta l’etica al centro della professione. Il messaggio di dialogo e pacatezza di S.Francesco di Sales è quanto mai attuale.

Francesco nasce il 21 agosto 1567 a Thorens (Savoia), viene educato nei migliori collegi in Francia e riceve una solida istruzione nelle discipline umanistiche.
Ottenuta la laurea Francesco torna a casa; il padre lo vorrebbe avvocato, ma la sua aspirazione è di farsi sacerdote. Il Santo riesce a resistere ad ogni lusinga e dona la sua vita alla Chiesa.
Nel 1593 nominato arciprete, nella cattedrale di Ginevra manifesta subito doti di zelo e carità, di diplomazia e di equilibrio.

Tali doti lo accompagneranno, nella difficile missione apostolica chiamato a svolgere, tra il 1584 e il 1597, nello Chablais, dove imperava il calvinismo. Nel 1602 Francesco viene nominato Vescovo di Ginevra. Il suo amore di Dio, la sua semplicità e la sua dolcezza conquistano i cuori: a cominciare da quello della nobile Giovanna Francesca de Chantal, che diviene la confondatrice con Francesco dell’Ordine della Visitazione di Santa Maria.

Infaticabile nella predicazione, nella catechesi, nell’amministrazione dei Sacramenti, Francesco si adopera di tracciare le linee della sua spiritualità sacerdotale.
Nasce con ‘Filotea’ la sua prima opera ascetica e qualche anno dopo, ‘il Teotimo o Trattato dell’amore di Dio’. Francesco nei suoi libri spiega lo spirito della sua devozione religiosa che consiste in un costante perfezionamento di sé stessi nell’unione perfetta con Dio.
Questi principi guidano l’istituto di vita monastica femminile delle Visitandine.
Le suore, senza obbligo di clausura, rinunciano a ogni forma eccessiva di austerità, per essere una scuola di preghiera e contemplazione e prepararsi al servizio dell’apostolato e della Carità. Le Visitandine possono così essere completamente di Dio senza staccarsi dal mondo.

La morte lo coglie a Lione dove aveva fondato un monastero per il suo Ordine, il 28 dicembre 1622, viene canonizzato nel 1665 e più tardi gli viene conferito il titolo di Dottore della Chiesa.
Nel 1933, Pio Xl lo proclama Patrono dei giornalisti e degli scrittori Cattolici.

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