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TRASPORTO MARITTIMO NEL GOLFO DI NAPOLI

Domenica mattina al Bar Calise a Ischia si è tenuta una riunione indetta da alcune espressioni di categoria del mondo del piccolo commercio e dei pendolari che hanno discusso sullo stato attuale e sul futuro dei trasporti marittimi nel Golfo di Napoli.

Nicola Lamonica, presidente di Autmare, sostiene che per garantire la svolta più volte invocata nel settore si debba arrivare alla costituzione di una struttura pubblica che fornisca i servizi essenziali e garantisca una competizione commerciale che sia libera ed affronti anche l’aspetto qualitativo, con particolare attenzione alla mobilità dei diversamente abili e degli anziani. Una Società, la Co.Re.Ma., nella quale dovrebbero partecipare per il 51% i Singoli Comuni e per il restante 49% i privati (azionariato popolare e imprenditori a partire da quelli del turismo e dei trasporti e del mare fuori cartello).

Differenti rispetto quelle dell’Autmare le posizioni rappresentate da Iolanda Conte a nome dei pendolari del Comitato Civico per i Trasporti Marittimi.

Gli aderenti a questo Comitato, infatti, sono convinti della necessità di un coinvolgimento più concreto delle istituzioni locali, ma considerando che il procedimento di privatizzazione delle Caremar è arrivato alla sua chiusura con l’assegnazione definitiva alla ATI Snav, ritengono che insistere su un passo indietro della Regione per tornare al vecchio progetto della Co.Re.Ma può avere come unico effetto quello di prolungare ancora i tempi di risanamento della società con un serio rischio che si avveri il fallimento e, soprattutto, potrebbe escludere la Caremar dalla possibilità di partecipare alle gare per la riassegnazione dei servi di tpl che la Regione è obbligata ad indire entro la fine di quest’anno. Concentrare tutta l’attenzione su Caremar, ritiene infatti il Comitato Civico per i Trasporti Marittimi, rischia di far perdere di vista l’obiettivo finale a cui tutte le comunità isolane devono tendere, ossia, un sistema di trasporti integrato efficiente, moderno e rispondente alle esigenze dell’utenza, con impegni chiari per tutti gli operatori coinvolti. Per realizzare ciò i pendolari del Comitato Civico per i Trasporti Marittimi sono convinti che il primo passo sia quello di chiedere una scrittura seria ed univoca delle regole, che può essere fatta solo attraverso i contratti di servizio, unico strumento di tutela dell’utenza.