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ISCHIA. MURALE JORIT, LETTERA APERTA DI STEFANO DI MEGLIO RAPPRESENTANTE DEGLI STUDENTI

Sulla questione  Murale Jorit è intervenuto con una lettera personale aperta Stefano di Meglio rappresentante degli studenti del liceo Buchner di Ischia dal 2019 ad oggi:

 

Salve sono Stefano Di Meglio rappresentante degli studenti del Liceo Buchner di Ischia, dal 2019 ad oggi.

Vorrei spendere due parole per quanto riguarda gli ultimi avvenimenti che vedono il nostro liceo ed uno dei miei colleghi rappresentanti tristemente coinvolti.

La situazione è complicata, ma voglio cercare di fare chiarezza nel modo più semplice e sincero possibile.

Scriverò il nome puntato in modo da tutelare uno studente minorenne

Tutto è partito da una storia su Instagram, proposta su un profilo privato ed a una ristretta cerchia di persone. Una storia dal contenuto infelice, ma non atto a fare propaganda di alcun tipo o di esternare un’ideologia o un pensiero in modo serio. Ma perché il caro M., che noi tutti ben conosciamo ha commesso un gesto simile, che ha lasciato l’intera comunità scolastica sotto shock? Per capirlo bisogna tornare alla campagna elettorale 2021/22, in cui M. veniva additato da qualcuno come fascista, addirittura l’esaltazione di questo pensiero che alberga in qualcuno lo si ha avuto su una scheda elettorale, sulla quale il nome della lista di Volare Alto fu cancellato e sostituito scritto a penna “dux mea lux”. Ma M. da queste accuse, non si è mai lasciato abbattere, anzi ha sempre risposto, talvolta con ironia.

Ma ciò come si ricollega alla storia di Instagram? In questi giorni l’artista Jorit, ha ritratto una donna di colore, e c’è chi scherzosamente ha chiesto a M. cosa un “fascista come lui” ne pensasse, e M. ha risposto con una storia, che diciamocelo è squallida ed impregnata di una retorica ingiustificabile e indifendibile, ma sono certo che la stessa non appartenga a M.

Questo breve sunto, serve a farci inquadrare la situazione, perché purtroppo è stata decontestualizzata e qualcuno pensa che M. sia a capo di qualche gruppo neofascista azionario sullo stile delle brigate nere.

Che M. abbia commesso un errore, non ci piove, e non è difendibile, questo lo so bene.

Ma non si lasci che un errore possa determinare un’intera persona, dopotutto anche se non li dimostra ha 17 anni appena compiuti, è pur sempre un ragazzino, e come tale ha il diritto di sbagliare e di essere immaturo. Ed è proprio in questo che la scuola deve intervenire, nel far capire a M. il suo sbaglio e poi di fargli fare tesoro di quest’esperienza affinché possa essere una persona migliore. La scuola dovrebbe educare un suo alunno che ha smarrito la strada, ed è solo attraverso la sinergia tra docenti, amici e famiglia che possiamo permettere che ciò non riaccada.

Non dimentichiamo però di che persona squisita M. sia, di quanto abbia dato e lottato per questa scuola, ogni giorno ha dimostrato la sua dedizione a questo compito, ed io nonostante tutto, non rinnego quello che dissi durante l’ultima assemblea di Maggio, M. è stato il miglior rappresentante degli studenti di cui questo liceo abbia memoria, un esempio per i più piccoli, da cui è sempre stato ammirato. E questo non va dimenticato, una persona non va annullata per uno sbaglio, come se contasse solo quello prima e d’ora in poi nella sua vita.

Che M. debba pagare non va messo in dubbio e noi stessi rappresentanti d’istituto e consulta, abbiamo accolto positivamente le dimissioni di M., consci del fatto che questo sia solo un primo passo.

Ma permettetemi però di sfatare un mito, M. non è fascista, meglio che venga chiarito questo punto.

 

M. nasce politicamente da una tradizione puramente Democristiana, molto legato alla diocesi di Ischia, è cresciuto in un ambiente ecclesiastico, affonda le sue radici in quella corrente conservatrice della Democrazia Cristiana di cui faceva parte Giulio Andreotti. Qualcuno potrebbe pensare che sia una maschera, una sorta di democratizzazione di un pensiero estremista ed antidemocratico. Ma essere fascisti è un po’ come essere mafiosi, entrambi utilizzano un “metodo” fatto da azioni, retorica e violenza, che sono ben riconoscibili, che non passano inosservate, e che la storia e la scuola stessa ci insegnano a riconoscere e condannare e sfido chiunque a dire che M. abbia utilizzato metodi fascisti durante tutto il suo mandato, ovviamente facendo eccezione del triste recente caso.

Ma adesso tocca a noi studenti fare in modo che messaggi di violenza non generino altra violenza, eleviamoci al di sopra di certe situazioni, evitiamo di creare vittime sacrificali, oppure di sfogare la nostra rabbia sul prossimo. Prendiamo quella storia come uno spunto di riflessione e diffondiamo un messaggio di amore e di pace, e perché no, anche di tolleranza e comprensione. Che comunque si comprenda che una certa pressione su un ragazzo di 17 anni che ha le sue colpe, non è facile da gestire.

Ci scusiamo inoltre con l’arista Jorit, per la pessima immagine che abbiamo dato ai suoi occhi, non siamo altro che contenti che persone del suo calibro possano realizzare un’opera di tale importanza per il nostro liceo, e che adesso sono certo avrà un significato ancora più forte e che ogni volta che la guarderemo, ci ricorderà che certe ideologie è meglio lasciarle nel passato.

(Mi scuso per qualche virgola di troppo o mancata, errori o “orrori” di battitura e tanto altro, ma sono davvero stanco morto)

Stefano Di Meglio

Ischia, 24 maggio 2022

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