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Torino-Lione, Webuild testa il robot Axel

Roma, 8 apr. (Adnkronos) – Un robot unico al mondo per scavare le gallerie in sicurezza. Si chiama Axel ed è stato testato con successo da Webuild con Csc costruzioni (Gruppo Webuild). Il colosso italiano ha annunciato di avere completato con successo la fase di test del prototipo del rover Autonomous Exploration Electrified Vehicle, una tecnologia “all’avanguardia destinata ad accrescere la sicurezza dei lavoratori impiegati in attività di tunnelling nella Torino Lione”. Webuild spiega che la tecnologia consiste in “un sistema a guida remota altamente innovativo, il primo al mondo ad elevate prestazioni in grado di sostituire l’uomo nell’esplorazione di tratte di cunicoli e gallerie di cui non sono noti i rischi per la salute dei lavoratori”. Axel è frutto della collaborazione tra l’Ingegneria del Gruppo Webuild e i ricercatori del centro di eccellenza Cim-Competence Industry Manufacturing 4.0 e viene impiegato per sondaggi preliminari nei cunicoli delle nicchie di interscambio della galleria della Maddalena, nel cantiere Webuild attivo sul versante italiano del tunnel di base della Torino-Lione. Una applicazione innovativa della robotica applicata alle infrastrutture, destinata ad accrescere la sicurezza sul lavoro per l’intera filiera.

Commissionato da Telt, promotore pubblico binazionale incaricato della realizzazione e gestione della linea Alta Velocità/Alta Capacità progettata sotto le Alpi tra Torino e Lione, il progetto delle nicchie di interscambio della galleria della Maddalena presenta l’esigenza di sondare 3 chilometri di cunicolo, di cui non sono noti i dati ambientali, per permettere l’ingresso in sicurezza dei lavoratori. Complessità affrontata con Axel, il robot sviluppato su misura per Webuild edal nome ispirato al giovane protagonista del romanzo di Jules Verne, ‘Viaggio al centro della Terra’. Webuild rileva inoltre che Axel “è il primo esempio concreto, in Italia e su questa scala, di applicazione della robotica a lavorazioni di esplorazione di tunnelling in ambito ferroviario”. L’automa permette la raccolta e l’analisi dinamica di dati ambientali, per individuare aree in cui gli operatori possono intervenire in sicurezza e può essere controllato da una distanza che può arrivare a 2 chilometri.

Attrezzato con telecamere, sensori, antenne per la comunicazione con la stazione base, il robot Axel garantisce elevatissimi livelli di affidabilità, resiste a condizioni ambientali critiche ed è a zero emissioni. Axel rientra tra le diverse esperienze di ricerca applicata del mondo Webuild, dove ogni progetto e ogni cantiere è vissuto come occasione di innovazione continua. Un approccio, osserva Webuild, “che si traduce in processi sempre più attenti alla sicurezza dei lavoratori, alla sostenibilità ambientale e all’efficienza”. Le nicchie di interscambio della galleria della Maddalena fanno parte delle opere anticipatorie del tunnel di base transalpino, l’ambizioso progetto di mobilità sostenibile europeo che permetterà di collegare Torino e Lione, sulla tratta Milano-Parigi, passando sotto le Alpi, con una linea ad alta velocità/alta capacità.

Attraversamento di primaria importanza del corridoio mediterraneo della rete di trasporto transeuropea Tent-T, il tratto si estenderà per 65 chilometri e punta a spostare dalla strada alla ferrovia un numero di mezzi pesanti pari 3 milioni di tonnellate di CO2 l’anno. Webuild ricorda che è oggi impegnato anche su altre sezioni del progetto coordinato da Telt. Nel 2021, si è aggiudicato in raggruppamento di imprese il Lotto 2, Cantieri Operativi 6 (La Praz) e 7 (Saint-Martin-de-la-Porte), del valore complessivo di 1,43 miliardi di euro, per lo scavo di 46 chilometri di tunnel ‘ con due gallerie parallele e opere ausiliarie ‘ tra le città di Saint-Martin-de-la-Porte e La Praz, su territorio francese.

Nel 2020 la multinazionale italiana ha vinto in raggruppamento di imprese il contratto per il Lotto 5A, del valore complessivo di 450 milioni di euro, per la realizzazione dei lavori preparatori per il sito di messa in sicurezza a Modane, la costruzione di 4 pozzi di ventilazione per la galleria di base e per opere propedeutiche alla realizzazione di un hub logistico a 500m di profondità sotto il Massiccio dell’Ambin.

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