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A RIMAN SI ESC A MAR NATA VOTA. LE STORIE DI SANDRA MALATESTA

E se in questi giorni tristi per tanti di noi cominciassimo a pensare che tutto tornerà normale? Io ne sento un grande bisogno di quella normalità che per me era fatta di poco ma che non mi metteva ansia. Cosi ho ricordato che un pescatore della mia spiaggia, quando successe una grande tragedia, di due pescatori padre e figlio che non tornarono più a casa e non si trovarono i corpi e nemmeno il gozzo, disse solo queste parole: ” La vita è bella ma po fa mal assai e allora quando viene il bello viviamolo perché ogni lasciata è persa”. Queste parole mi colpirono perché io avevo 10 anni e piansi tanto anche se non mi rendevo ancora conto di cosa fosse veramente la morte.

Dopo due giorni sotto le baracche si preparò una riunione per chiunque volesse andare. Era settembre e il tempo ancora mite. Ricordo che in tanti andammo e in un canestro mettemmo soldi, arance, ciambelle fatte in casa, pane caldo, latte, biscotti fatti in casa e tanti altro. Poi tutti seduti parlammo del più e del meno e a un certo punto, uno cominciò a suonare la chitarra in modo dolce. Noi bambini non riuscimmo a stare seduti a lungo e cominciammo a giocare a nascondino lì intorno, mentre i grandi erano pensierosi. Verso le otto di sera si accesero due bacchette di incenso in ricordo dei pescatori morti in mezzo al mare e poi tutti a casa e uno solo dalla famiglia a consegnare i doni raccolti. Prima di andare un pescatore disse: “Da domani si torna alla solita vita, pensiamo anche a loro con malinconia, ma non fermiamo la vita, A RIMAN S ESC A MAR NATA VOTA”.

Così la normalità dei nostri giorni ci portò anche serenità e la famiglia dei pescatori fu tanto aiutata da tutti. Bella questa che sembra una favola ma che è realtà, e mi è piaciuta raccontarla per dire che uniti si vince che quando tutto sembra andare male, basta metterci buona volontà e fare quello che è meglio per tutti. IL COVID per i miei vecchi di allora sarebbe stato chiamato CASTIGO DI DIO nel loro modo semplice di pensare a quello che accadeva, e noi sappiamo che invece è un virus che come tutti i virus non può vivere se non trova un ospite in cui riprodursi e che muta con facilità. Allora ripenso a quella serata in cui volevamo aiutare chi era morto e farci forza per riprendere a fare le solita cose. Che bello se tra un mese il picco calerà, se tutto tornerà normale con il caldo. E che bello se la prossima mutazione andrà via via perdendo forza e diventerà un semplice virus da raffreddore che da sempre ci tormenta perché è portato da migliaia di virus diversi. Il raffreddore non ci fermerà e ci rivedremo finalmente a viso intero riconoscendoci senza fare più gaffe perché la mascherina spesso ci fa prendere fischi per fiaschi..ci penso e ci credo…

Sandra

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