Attualità

ARTURO TAGLIA E MANGIA. LE STORIE DI SANDRA MALATESTA

Caro Arturo, qualche mese fa, mi trovavo a Forio a comprare delle magliette, quando arrivò un giovane alto che la proprietaria chiamò Arturo. Fu un attimo, mi girai e ti rividi. Eri tu ti somigliava tanto. Senza paura di fare una gaffe gli chiesi: “Scusa ma tu somigli tanto a un signore di Ischia che si chiamava Arturo Impagliazzo” Non mi fece nemmeno concludere che disse “Era mio nonno sono figlio di Antonio e mi chiamo Arturo Impagliazzo”. Credetemi quel ragazzo somiglia tanto al nostro Arturo detto “il liprone” ed è il proprietario del negozio insieme alla dolce moglie Nilde ed è stato lui a mandarmi le foto che vedete. Cosi ci ho pensato tanto e ogni sera mi veniva da scriverti. Sai Arturo io sono Sandra Malatesta e tu mi conoscevi bene così come conoscevi bene tutti i bambini dei nostri vicoli. Se tu fossi vissuto oggi, saresti un grosso imprenditore per come sei riuscito a inventarti lavori per crescere i tuoi figli aiutato da quella donna che a me sembrava un angelo e infatti il suo nome era Angela. Sei figli due dei quali, Andrea e Ettore non ci sono più, tutti bei ragazzi dal fisico maestoso come il tuo. Andrea, Antonio, Gaetano, Mario, Ettore e Rosa. Caro Arturo, tu con quel tuo PUOSTO vicino al negozio di zio Gigino, portavi allegria perché c’erano colori e cose buone. A seconda la stagione, vendevi fette di melone giallo o spighe arrostite o angurie ..al grido TAGLIA E MANGIA, quel tuo sorriso sempre pronto, la maglia bianca a mezze maniche o rossa con il colletto quando c’era corrente dal vicolo, le carte e i fogli tutti già appesi per l’occorrente e i tuoi figli intorno che ogni tanto scappavano a giocare con noi, soprattutto I piccoli perché i grandi ti aiutavano.

Le spighe arrostite poi con quel poco di sale sopra e il cupputiello di carta che facevi con maestria. In estate i turisti si fermavano attratti dalla tua voce “Venite rinfrescatevi assaggiate, qui si taglia e si mangia” Quei grossi blocchi di ghiaccio per tenere fresche le fette di anguria… non si poteva passare e non notare. Caro Arturo sei stato per tutti noi un riferimento di allegria e i tuoi figli tutti nostri amici. Ricordo che noi di Via De Rivaz e Via Bighelli spesso giocavamo a guerra finta con quelli di Via Buonocore e tra loro c’erano Gaetano, Mario e Ettorino. Che corse tra i vicoli per non farci prendere, che trincee scavate nella sabbia e che bello quando tu arrivavi e mettevi fine alle ostilità dicendo “Guagliu turnata a casa mammt v’aspett”. E ricordo un Ferragosto sulla spiaggia seduti sulle coperte portate da casa quando tu finisti di lavorare e portasti tante fette di anguria per tutti. Arturo so che tutti noi ti abbiamo voluto bene e che tu fai parte delle magie che abbiamo vissuto. Ti ricordo con tenerezza…e so che dove sei ora, stai travolgendo tutti con quella tua voglia di stare con gli altri e che sicuramente sei in quella pace che meriti perché tu Arturo, grande omone dal sorriso tenero…eri un buono…NU PIEZZ E PANE. Sandra

Have your say