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Edilizia, Pittini (Hera Holding): “Da banche volontà di aiutare, problema sono norme Bce”

Roma, 6 mag. (Adnkronos) – Dalle banche ci sarebbe la volontà nel supportare il comparto dell’edilizia e tutto il suo indotto “ma faticano a sostenerlo perché è considerato un settore a rischio e le norme della Bce prevedono in caso di finanziamento, un assorbimento di capitale da parte degli istituti di credito superiore a quelli che ci sarebbero in una normale attività”. Lo ha detto, all’Adnkronos, il presidente di Hera Holding, Oscar Pittini.

“Se si chiede un finanziamento per un’operazione – ha infatti ricordato – la banca è costretta a segnalarla subito come posizione in difficoltà prima che si inizi. Ecco perché faticano a sostenere tutto il mercato dell’edilizia e tutto quello che gira intorno al real estate e al suo indotto. E’ come fare un campionato di calcio e chi è in questo settore viene fatto partire con 10 punti di penalizzazione”.

Inoltre, ha detto ancora Pittini, “spesso e volentieri la Bce non ha un’attenzione particolare per alcune banche in Europa che hanno derivati e posizioni rischiose così come la riserva per l’Italia quando finanzia attività come il real estate. Spero che l’eccezionale banchiere Draghi possa insistere nel far capire che l’Italia non è sempre e solo un problema”.

Secondo Pittini, inoltre, “servirebbe un’attività di monitoraggio delle posizioni delle aziende che hanno preso prestiti con garanzia, per far sì che il giorno che una parte di queste dovesse andare in default, non ci sia uno tsunami finanziario”.

Sarebbe un’attività, ha aggiunto, “che permetterebbe di intervenire, strutturando, soprattutto all’interno di Mediocredito Centale, un processo di valutazione e di controllo delle aziende che potrebbero avere dei problemi. Così – ha spiegato Pittini – queste imprese potrebbero non venire subito classificate in default, in modo che la banca incassi la garanzia, ma magari lasciar loro un attimo di respiro. I primi ammortamenti iniziano ad entrare ora, ma se l’impresa non ha aperto e non è ripartita non può pagare. Preveniamole queste situazioni, non affrontiamole quando ci saranno”.

“Le piccole e medie imprese -ha rimarcato- non solo non vanno dimenticate, ma anche supportate. Tutti stiamo facendo una valutazione della loro situazione pre Covid, ma questa andrebbe fatta post pandemia. Una banca dovrebbe valutare la capacità e la forza di un’azienda nell’aver resistito all’urto del Covid. Se hai retto a una tempesta del genere e sei ancora in piedi, vuol dire che hai basi assolutamente solide e forti”. In ogni caso “l’effetto Draghi ha già cominciato a dare maggiore ottimismo all’interno del tessuto delle Pmi”.

Guardando alle norme a supporto delle imprese varate dal governo, ha continuato Pittini, “le garanzie sono state un ottimo provvedimento e le imprese le stanno utilizzando”. Su questo fronte, ha spiegato, “le banche si sono rese disponibili, alcune più di altre. Noi spesso puntiamo il dito ma in questo caso non avevano responsabilità, si sono ritrovate davanti a cambiamenti nella gestione e non è stato facile. Adesso – ha detto ancora il presidente di Hera Holding – queste garanzie vengono utilizzate per qualsiasi tipo di operazione purché ci siano i presupposti, così da permettere alle banche di non assorbire capitale. Mediocredito Centrale sta facendo un ottimo lavoro nel velocizzare le delibere di garanzia, se oggi si fa domanda, nell’arco di uno o due giorni si ha una risposta”.

Il Piano nazionale di rinascita e resilienza è “un’opportunità, banche e imprenditori dovranno fare loro parte. Sarebbe bello sentir dire dai partiti come siano interessati agli oltre 200 miliardi per far rinascere questo Paese e non come spartirseli”.

Nel Pnrr “c’è un approccio corretto” sul fronte delle infrastrutture “ma non è stato inserito il Ponte sullo Stretto, che sarebbe stata un’opera simbolo della rinascita”.

Quanto alle opere contenute nel piano e alla loro attuazione, ha detto Pittini, nel governo “ci sono persone in grado di avere la capacità gestionale di mettere a terra le risorse. Fare un Pnrr tra virgolette può essere semplice, è molto più complesso e molto più lungo attuarlo”, ha ribadito il presidente di Hera Holding, secondo cui “Draghi ha messo all’interno del progetto del Pnrr persone dalla moralità e dal background indiscutibili, con la capacità di lasciare in mano le chiavi di un veicolo che ha un’importanza ed è strategico per l’Italia e per l’Europa”.

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