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BALENA GRIGIA, LUNGA 8 METRI, AVVISTATA NEL CANALE DI PROCIDA

Nuovo importante avvistamento nel golfo di Napoli. Nei pressi del porto di Baia è stato scorto nella giornata di ieri un esemplare di balena grigia della lunghezza di circa otto metri, che poi ha attraversato il canale di Procida. Un fatto più unico che raro, in quanto questo esemplare vive nell’oceano pacifico.

Secondo un tracciamento del percorso, il cetaceo, nelle prime ore del mattino, si trovava acque della Penisola Sorrentina ed è stato segnalato tempestivamente dalle strutture dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Nel primo pomeriggio dopo aver costeggiato il continente, il mammifero marino ha preso il largo, immergendosi in località Punta Pennata e muovendosi in direzione di Procida. Dopo aver attraversato il canale di Procida, a pochi chilometri dall’isola d’Ischia, lo spettacolare esemplare ha fatto perdere le sue tracce.

Nei giorni scorsi un’altra balena grigia era stato avvistata nei pressi dell’isola di Ponza, ma non si esclude che possa trattarsi dello stesso esemplare.

Note sulla balena grigia:

Dotata di caratteristiche proprie che la contraddistinguono dalle balene propriamente dette e dalle balenottere, è l’unica specie della famiglia Eschrichtiidae, che può raggiungere una lunghezza totale di 15 metri.

Verso la metà del XIX secolo era uno spettacolo comune vedere durante l’inverno decine e decine, forse anche centinaia, di balene grigie nuotare ogni giorno lungo le coste occidentali dell’America Settentrionale dirette verso sud fino in California.

L’imponente migrazione della balena grigia inizia a dicembre per finire verso febbraio, quando le balene invertono la rotta e tornano verso le fredde acque del Pacifico settentrionale e del Mare Artico. Qui la balena grigia soggiorna durante la primavera, nutrendosi prevalentemente di piccoli crostacei marini, particolarmente abbondanti nelle acque fredde. La balena grigia, come tutti i misticeti, inghiotte grandi quantità di acqua insieme ai piccoli organismi che in essa vivono, poi la spinge fuori dalla bocca filtrandola attraverso i fanoni, tra le cui frange rimangono intrappolati i piccoli crostacei che costituiscono il suo alimento.

 

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