Attualità

“RISPETTO PER OGNI ORIENTAMENTO ED OPINIONE” DI SALVATORE VERDE

Il diritto alla libertà sessuale è costituzionalmente garantito e riconosciuto. Ciascun individuo ha la possibilità di esprimere liberamente il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere, almeno sulla carta. Sicuramente negli ultimi anni sono state numerose le conquiste ottenute dalla comunità LGBTQ+, ma siamo davvero arrivati ad una effettiva libertà? 
È soprattutto nei contesti più limitati e conservatori che osserviamo la presenza di disinformazione, tabù e pregiudizi che limitano concretamente la libertà di espressione sessuale. Questi nascono dalla superficialità e dalla mancanza di informazione, dalla scarsa volontà di accettare l’evoluzione sociale, da una visione assolutoria di valori e principi considerati sacri e indissolubili: la famiglia tradizionale, l’uomo che lavora, la donna che si occupa della casa e della famiglia, i principi cristiani. 
Per molto tempo il diverso non è stato ammesso. Per molto tempo il diverso è stato demonizzato.
Mi piace pensare che oggi non sia più così. 
Dovrebbe essere di facile comprensione per tutti che l’orientamento sessuale e l’identità di genere non sono il frutto di una scelta soggettiva. Nessuno sceglie di essere gay, trans, bisessuale e così via. Ma poi perché alla luce dell’attuale contesto sociale qualcuno dovrebbe compiere una scelta del genere? Per esporsi al rischio di attacchi omofobi o transfobici? Per non essere compreso dalla propria famiglia? Per essere deriso dai compagni di scuola? 
Perché è vero che le conquiste sono state tante, ma evidentemente non abbastanza. Lo si denota dal fatto che sugli articoli di giornale possono comparire ancora frasi come “Achille Lauro: non so da dove è uscito questo ragazzo che si veste da ragazza. Pare evidente che tutto ciò che è sporco, tutto ciò che contraddice la ragione, la tradizione, la fede del popolo italiano debba salire su quel palco. Questi signori sono cattivi maestri e danno cattivi esempi ai giovani.” 
Perché un ragazzo che si veste da ragazza è sporco, contraddice la ragione. 
A mio avviso ciascuno di noi può e deve avere opinioni divergenti, è l’essenza della democrazia. Ma le opinioni vanno espresse in maniera tale da non ledere l’altrui dignità. Che l’ultima edizione del festival di Sanremo possa non essere piaciuta perché considerata “troppo trasgressiva” è lecito. Non è lecito accusare la direzione artistica di aver propinato “valori che non sono secondo la nostra tradizione umana”. E chi lo stabilisce cos’è la tradizione umana? 
In un ragazzo che si veste da ragazza io non ci vedo nulla se non coraggio, coraggio di affermare se stesso, di mostrare al mondo che il proprio benessere psicofisico ha priorità rispetto alle maldicenze altrui. Il coraggio di guardarsi allo specchio ed accettarsi incondizionatamente, la forza di mostrarlo al mondo.
Non mi aspetto che tutti lo riconoscano, ma PRETENDO rispetto. A tutti coloro che vivono disagio, oppressione, che non sono accettati e che si sono sentiti offesi da alcuni articoli pubblicati di recente io esprimo la mia vicinanza. Insieme costruiremo una realtà migliore. 

Di Salvatore Verde

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