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AIAC, LE MODIFICHE ALLO STATUTO E LE PERPLESSITA’ CHE NE DERIVANO. DI DANIELE SERAPPO

Nella giornata di oggi, contrariamente alle intenzioni dichiarate, mi vedo costretto ad affrontare un tema che davvero in tantissimi mi hanno invitato a trattare ad ampio spettro. Pertanto, pur non parlando in maniera diretta dell’assemblea del 15 Dicembre p.v., proverò a chiarire cosa ha portato AIAC ad una delle più importanti modifiche Statutarie degli ultimi anni ossia l’inclusione di AIPAC (l’Associazione dei Preparatori Atletici) che è avvenuta nel Febbraio 2019.
Ho ceduto a questa tematica in quanto è forse effettivamente corretto far chiarezza su un tema molto delicato considerato che i voti in Consiglio Direttivo Nazionale e ovviamente da parte dei Delegati nelle Assemblee concorrono ad orientare le scelte e le politiche associative.
Partiamo da qualche numero.
Sul Report Calcio 2020, relativamente alla Stagione Sportiva 2018-19, la FIGC dichiara che sono stati tesserati 31.031 tecnici, dato in cui sono inglobati anche i preparatori atletici, i medici e gli operatori sanitari. Per decenza non riporto la reale quantità delle decine di migliaia di matricole attive in seno al Settore Tecnico per scongiurare un sussulto da parte di chi ha intrapreso a leggermi e potrebbe avere più d’una distrazione nel fare altri calcoli. Considerando il totale dei tesserati federali, oscilliamo con questo freddo dato a poco meno del 2,3% (ripeto, il 2,3% !!) del totale.
Eppure AIAC conta sempre per il 10% in Consiglio Federale e, bontà sua, dovrebbe rappresentare il 10% dell’insieme della FIGC stessa solo per gli Allenatori (i medici, con una battuta, dovrebbero sapersi “curare” da soli).
Se guardiamo ai numeri della stagione precedente (2017-18), i tecnici tesserati erano complessivamente 28.880 e la proprio la FIGC attribuiva a questo valore un 2% “secco” del complessivo volume dei suoi tesserati (per gli amanti dei dati statistici si sappia che gli arbitri erano molti ma molti di più !).
Precisiamo subito che il riscontro sulla sventagliata e proclamata grande vittoria per l’ottenimento del “tecnico obbligatorio” (cosa che in verità destò genericamente grande ilarità a suo tempo perché chi conosce le NOIF sa perfettamente che all’Art. 23 Comma 1 è da sempre previsto questo tipo di vincolo) non è il tema di oggi anche perchè basta un colpo d’occhio per comprendere che se le squadre complessivamente sono state nella S.S. 2018-19 la bellezza di 64.827 (e non ci metto gli esoneri !)qualcosa evidentemente non torna ed ancora una volta AIAC ha fatto un clamoroso buco nell’acqua (i dati sono sempre quelli della FIGC, non i miei).
A noi interessa qui notare che in realtà il valore del 2017-18 è scomposto tra Allenatori (26.662), Preparatori (497), Medici (585) e Operatori Sanitari (1.136). Non potendo effettivamente sapere la suddivisione specifica tra le quattro tipologie di matricola nel 2019-20 siamo costretti a lavorare sulla statistica della stagione disponibile.
I dati di AIAC, sempre molto abbottonata sul tema per motivi che si possono comprendere (numeri così bassi non sono certo medaglie da esibire), si dice nell’ambiente parlino di 18.000 tessere di cui circa 400 i preparatori: mi sbilancio, il dato ritengo sia oltremodo ottimistico (io credo che gli allenatori arrivino scarsamente a 16.000 e i preparatori non più di 250 ma poco importa). Ne deriva chiaramente che in sostanza non si associano neppure quegli Allenatori che almeno vengono tesserati dalle Società !!! In AIAC non ci si crede evidentemente …
Eppure quei circa 400 preparatori (ripeto, quattrocento) possono condizionare un Consiglio Direttivo e/o un’Assemblea Elettiva, una Ordinaria per il voto sul Bilancio, una Straordinaria per lo Statuto. Possibile ?
Possibile, in AIAC è possibile, salvo dimenticare che però i Preparatori Atletici in Consiglio Federale neppure sono rappresentati (quando furono eletti Beretta e Zoi Giatras il primo si era sospeso dall’Albo e aveva un incarico al Milan con contratto da Direttore Sportivo e l’altra giocava (e gioca ancora) quindi è una calciatrice a tutti gli effetti. Io credo che sia un corto circuito che non si possa non considerare e le perplessità e i dubbi sono molteplici se si considera che non si sia fatta una riflessione doverosa sulla situazione.
Se si tratta di far numero, allora presto potremmo contare in AIAC magari anche gli “allenatori analisti”, “gli allenatori alimentaristi”, gli “allenatori mentali” …
Al di là di pettegolezzi di bassa levatura che poco (?) aggiungono al discorso come il fatto che l’avvocato Perdomi, Vice Presidente di AIAC per la componente dilettanti fosse a suo tempo il legale proprio di AIPAC o che l’attuale Vice Presidente di AIAC per la componente preparatori atletici fosse il docente della Scuola Allenatori e Preparatore della Nazionale Femminile Francesco Perondi per tanti anni collaboratore di Ulivieri nei club, questa fusione si poteva considerare plausibile ?
Lo stesso Ulivieri, ai corsi centrali ma non solo, era solito dire che “i preparatori sono come le posate a tavola: li usi se ti servono” poi, per carità, potrebbe anche aver cambiato parere ma di certo non potrà dire che – alla Renzo Arbore – “più ne siamo meglio stiamo” perché i numeri sono decisamente sterili ed insignificanti.
Al contrario gli Allenatori non riescono a comprendere come sia stato possibile mettere insieme due profili professionali che, ad oggi, anche solo contrattualmente hanno limiti e possibilità differenti.
Gli Allenatori hanno un solo tesseramento, una sola squadra e via, chiuso, nessun margine di movimento mentre i Preparatori possono lavorare per più squadre in una medesima Società, se esonerati possono cambiare Società nel corso della stessa Stagione Sportiva e, a dirla tutta, un ragazzo appena laureato in Scienze Motorie, preparato e appassionato può tranquillamente lavorare in svariate categorie della FIGC senza il vincolo legato al conseguimento dell’abilitazione federale che, di fatto, nulla toglie e nulla aggiunge alle competenze acquisite nel proprio corso di studi. Quel ragazzo era per la vecchia AIPAC il futuro su cui investire e puntare, entrava in una famiglia.
Già, la vecchia AIPAC ed il suo DNA …
Nell’autunno del 2017, su richiesta proprio di Perdomi, ancora al Consiglio Direttivo Nazionale di AIAC, sviluppai una interessante ricerca proprio sulla effettiva valenza della fusione e, in quell’occasione, ebbi un confronto-scontro con l’allora Presidente di AIPAC – il Prof. Stefano Fiorini – molto arroccato sulla speranza di quell’ingresso. Il rapporto burrascoso tra Serappo e Fiorini non deve trarre in inganno nella valutazione complessiva dell’argomento trattato oggi perché siamo seri e non interessa utilizzare una piattaforma social per beghe personali: certamente si può dire che il prof. Fiorini è stato un visionario per AIPAC, un innamorato di quella creatura che a suo tempo creò e con altri fece crescere, è stato ed è uomo di scienza e di ricerca ma anche uomo di campo (storiche le sue valutazioni sulla forza quando era in una 2° categoria e provava ed argomentava sui lavori sulla sabbia).
Eppure credo proprio che l’ambizione e l’ideale di Fiorini di poter entrare in un contesto che avrebbe soprattutto dato la possibilità di alimentare la ricerca scientifica sia stato solo dopo neppure due anni ampiamente tradito: di quella indagine, di quella condivisione scientifica in AIAC non v’è traccia, i problemi della categoria non vengono neppure quasi presi in considerazione ed anzi, “clamoroso al Cibali”, il Prof. Perondi neppure prende una chiara posizione sull’assurdità secondo la quale i Preparatori Atletici con abilitazione professionistica (diciamo federale perché dei professionisti lo sono per corso di studi) sarebbero tenuti a fare aggiornamenti obbligatori (e costosi) della propria matricola in ossequio a quanto prescritto dalla Uefa Coaching Convention che invece tratta di allenatori e non di preparatori e visto che il tesserino parla di abilitazione FIGC e non UEFA.
Infine una doverosa chiarificazione: un Allenatore serio ha a cuore la sorte del proprio staff, apprezza la professionalità, l’impegno, la dedizione di coloro che con lui gestiscono campioni e/o sogni di periferia e quindi la vicinanza ai Preparatori non può e non deve venir meno altrimenti verrebbe anche meno il senso di squadra e di lavoro d’equipe, ma qualcosa continua a non tornare e toccherebbe un po’ a tutti aprire gli occhi per ritrovare una retta via, più dignitosa e decorosa per ciascun ruolo.
A domani, buona lettura per chi vorrà.
POST PRECEDENTI:
– AIAC, LE MODIFICHE ALLOSTATUTO E LE PERPLESSITA’ CHE NE DERIVANO / 4 (01.12.20)
– AIAC, LE MODIFICHE ALLO STATUTO E LE PERPLESSITA’ CHE NE DERIVANO / 3 (30.11.20)
– AIAC, LE MODIFICHE ALLO STATUTO E LE PERPLESSITA’ CHE NE DERIVANO / 2 (29.11.20)
– AIAC, LE MODIFICHE ALLO STATUTO E LE PERPLESSITA’ CHE NE DERIVANO / 1 (28.11.20)
– GLI ALLENATORI DEL LAZIO E LA RICHIESTA “FUORI LINEA” DI INCONTRRE ZARELLI (25.11.20) https://www.facebook.com/daniele.serappo/posts/10224770962769989

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