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LE LOTTE FEUDALI IN ERA CORONAVIRUS. DI ARCANGELO MONACILIUNI

“Consolidare” è questa la parola chiave che, nell’ordinanza n. 89 del 5 novembre 2020, giustificherebbe/imporrebbe, qui in Campania, l’ulteriore “sospensione delle attività didattiche in presenza” per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria; sospensione ancora in aperto ed “ostentato” contrasto con le disposizioni dell’ultimo d.PCM del 3 novembre u.s. e dei precedenti.
Più diffusamente “… Pertanto, alla luce di quanto ottenuto in termini di dati che evidenziano un plateau nei contagi nelle fasce di età scolare, al fine di continuare ad arginare la diffusione del contagio, appare utile e necessario continuare le attuali misure di contenimento già in essere mediante nuovo provvedimento che proroghi di almeno 7 giorni le precedenti misure. Appare evidente che quanto finora ottenuto con le misure restrittive adottate, in termini di rallentamento del contagio, ha determinato in Regione Campania quegli indicatori che hanno fin qui conferito una classificazione come area “gialla”. Tali risultati, tuttavia, hanno bisogno di maturare ulteriormente e di consolidare gli effetti in termini di riduzione del contagio per almeno ulteriori 7 giorni….”.
Beh, per le “lezioni” di diritto (si, lo so: lezioncine di un pensionato che farebbe meglio a giocare a carte e non con argomenti che incidono pesantemente sulla “salute pubblica”) non ho più tempo, né voglia. In ogni caso, qual che io sia e ben consapevole che habent sua sidera lites, non ho rinvenuto per il passato e non rinvengo oggi argomenti giuridici di consistenza tali da farmi convincere della legittimità di queste sospensioni: vieppiù in presenza della nuova cornice giuridica recata dalle norme sopravvenute, imposte dal “dictator”, tale, ancora una volta ripeto, riconosciuto dalla unanime giurisprudenza di merito del giudice amministrativo.
Poche considerazioni da uomo della strada che -nel rispetto assoluto delle misure disposte, o solo raccomandate che siano, dallo Stato e/o dalla regione Campania- ritiene di avere, come tutti, il diritto di dire la sua:
1) troppo semplice, a me sembra, asserire a gran voce che oggi è l’ora delle decisioni gravi, che siamo ad un punto di non ritorno, che qualsiasi decisione venga presa, purchè di “chiusura”, è la benvenuta, che occorre essere al fianco, senza se e senza ma, di chi ha il difficile compito di governare: l’ora grave era anche a marzo, ed abbiam taciuto, era anche a giugno, ed abbiam taciuto, ma tacere in eterno non possiamo;
2) continuare a far leva sul “nemico” (Salvini) è alle porte”, per giustificare ogni e qualsiasi misura, anche ove evidente frutto di calcoli di “bassa cucina”, è argomento francamente divenuto risibile: il “nemico” è fuori dalle porte e sta a chi governa operare bene per tenerlo fuori, ovvero, se intende trasformarlo in “amico” in nome di una lotta comune, farlo entrare per la porta/una delle porte principale/i, senza sotterfugi appunto di “bassa cucina” difficilmente digeribili;
3) secondo la strategia posta in campo a livello centrale, l’insegnamento, nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, deve avvenire in presenza: anche nelle zone rosse; il che a dire che, a giustificazione della misura, non appare rilevante tirare in ballo i dati locali dell’epidemia;
3.1) per strategia si intende “l’arte o la scienza che ha per scopo l’utilizzazione del potenziale bellico di un paese nel modo più efficace e produttivo ai fini della vittoria”, ovvero, (si intende, per quanto qui vale) il complesso delle misure che, nel loro coordinato ed armonico intrecciarsi di aperture e di chiusure, in un bilanciamento di necessità, consente una lotta efficace senza determinare la perdita di troppi soldati per mancata considerazione dei diversi fattori in campo;
4) sempre da uomo della strada, ma non dimentico delle “astuzie” procedimental/processuali, devo riconoscere la gran maestria nell’aver limitato la sospensione a soli sette giorni (il salvo proroga è soltanto implicito) e nell’aver rinvenuto giustificazioni invero “toccanti”.
5) a che non si equivochi, devo precisare che non sto affatto entrando nel merito della necessità/opportunità di tenere chiuse le scuole: in Italia e/o in Campania. Sto solo asserendo che, ove a ciò andava, ove a ciò vada, fatto luogo, deve avvenire nel rispetto della legge, facendosi corretta interpretazione della locuzione “misure più restrittive”, di cui all’art. 3 del d. l. n. 19/2020 a leggersi, per quanto afferisce alla scuola, in una alle previsioni di dettaglio emanate a livello statale, con esaurimento di quanto discrezionalità -amministrativa, tecnica e/o mista- possibile.
6) son certo che il Governatore -la cui sicura intelligenza, capacità e mano ferma io rispetto, e non da oggi- a differenza di molti suoi epigoni mi perdonerà se affermo di cogliere, nel reiterarsi di questi suoi atti e delle dichiarazioni che li accompagnano, anche i tratti di una sfida che rimanda ad eventi lontani quali quelli dei “Feudatari” in rivolta contro il debole Potere centrale della dinastia Quing, ovvero delle guerre feudali in Europa;
7) la guerra feudale, per vero, non è esclusiva del “Governatore” campano, ma ben diffusa da Nord a Sud, involgendo anche lotte più intestine fra feudatari e valvassori, il che non fa affatto ben sperare.

di ARCANGELO MONACILIUNI

già MAGISTRATO T.A.R. CAMPANIA

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