Attualità

L’OPINIONE. “L’ASL CHIARISCA I RITARDI” DI RODY BUONO

L’isola di Ischia sta registrando un aumento dei casi ad un mese circa dall’inizio della quarantena, molti dei quali  dovuti ad un notevole ritardo nel processare i tamponi. La situazione non è facile per nessuno! Ultimamente viviamo sotto stress, ma questo non può e non deve essere concesso a chi svolge un ruolo in prima linea. Stiamo assistendo a situazioni alquanto strane : tamponi processati in tre giorni e tamponi processati dopo un mese; tamponi non eseguiti correttamente; tamponi eseguiti in strada; tamponi risultati negativi e poi positivi su soggetti in quarantena.

Trovandoci in una situazione di emergenza sarebbe necessaria maggiore  chiarezza, trasparenza e certezza.  In particolare ci sono alcuni dubbi che vorrei venissero sciolti :

  • perché i campioni effettuati a noti personaggi (vedi Avv.) sono stati processati in solo tre giorni, mentre  altri contagiati hanno dovuto attendere circa un mese? Davvero trattasi di sola fortuna?
  • determinate situazioni di emergenza non dovrebbero essere trattate con celerità ?

Sarei curioso di conoscere il criterio in base al quale l’Asl individua l’ordine con cui i tamponi effettuati debbano essere analizzati. È chiaro che il criterio utilizzato non è quello cronologico né quello dell’urgenza: abbiamo assistito alla conoscenza dell’esito di tamponi effettuati su soggetti con una febbricola dopo soli quattro giorni dal prelievo e casi in cui nonostante febbre molto alta e sintomi accentuati è stato necessario attendere più di venti giorni.

Vi è inoltre un ulteriore problema : processare tamponi dopo molto tempo dal prelievo può determinare (come di fatto sta già avvenendo!) un aumento dei casi positivi in maniera esponenziale soprattutto quando il possibile contagiato lavora in luoghi particolarmente sensibili. Sottoporre a  quarantena, dopo più di due settimane, dalla effettuazione del tampone persone entrate in contatto con il soggetto risultato positivo è un intervento palesemente inutile.

La questione dei tamponi risultati negativi e poi positivi.

Come la stampa locale ha riportato in più occasioni, alcuni casi di positività, erano risultati negativi ad una prima analisi del tampone. Poiché si esclude che tali soggetti abbiano contratto il virus successivamente al primo tampone, essendo stati sottoposti a quarantena, possono essere diversi i motivi della successiva positività: errore nella effettuazione del tampone, errore nella analisi del tampone, assunzione di comportamenti sbagliati o semplicemente il soggetto non presentava ancora un carica virale tale da far emergere la positività al Covid – 19.

A questo punto sarebbe necessario rieffettuare i tamponi di tutti coloro che sono stati a stretto contatto con i positivi e risultati negativi (parenti ecc).

Sei comuni, sei “strategie”.

Stiamo pagando l’assenza di una politica coesa di un comune unico. Più volte Peppe Conte ha detto all’Europa che servono scelte prese nell’interesse di tutti per affrontare questa  emergenza e per essere competitivi ( nel nostro caso tralasciamo l’essere competitivi) .  Ad Ischia stiamo vivendo l’esatto opposto: Comuni che consegnano mascherine ed altri no, comuni che acquistano kit rapidi ed altri no e comuni che disinfettano e comuni che……… aggiornano  la pagina web con avvisi qua e là e  mettono sul portale qualche modulo da scaricare. In questo momento drammatico possiamo creare un tavolo unico e prendere decisioni uguali per tutti gli isolani ?

Pasqua e lunedì in albis

Ci garantirete un maggior controllo per questi giorni particolari?
Sembrerebbe che qualche furbetto riesca a spostarsi tra le isole e tra la terraferma e la nostra isola. I cittadini, in questo dato momento storico, vogliono ed hanno diritto ad essere tutelati più che mai, vogliono sentirsi al sicuro ed è sotto agli occhi di tutti che ciò non stia avvenendo.

Potrebbero essere fake news.

#iorestoacasa e solo così #andratuttobene ma allo stesso tempo #comepossoaiutare.

di Rody Buono

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