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A MODENA IL 25 NOVEMBRE PROCESSO CPL CONCORDIA-ISOLA D’ISCHIA… E NON SOLO

Sta per aprirsi la resa dei conti per gli ex dirigenti di CPL Concordia, protagonisti dello scandalo corruzione che ha portato al commissariamento della cooperativa concordiese. Il Tribunale di Modena ha infatti fissato per il prossimo 25 novembre il giudizio immediato per sei imputati e per la società. Daventi al giudice per questa prima udienza compariranno dunque Roberto Casari, Nicola Verrini, Maurizio Rinaldi, Francesco Simone, Massimo Ferrandino e Giorgio Montali, che dovranno rispondere a vario titolo sia della vicenda corruttiva sull’isola di Ischia, sia della gestione fraudolenta di alcune operazioni economiche di CPL.

Per quanto riguarda il primo aspetto, ovvero i presunti favori concessi all’amministrazione e alle imprese dell’isola partenopea in cambio dell’appalto per la fornitura di gas metano, sono coinvolti in primis l’ex presidente Roberto Casari e Massimo Ferrandino, fratello del sindaco di Ischia ed “intermediario” nelle trattative. Insieme a Nicola Verrini, responsabile commerciale CPL per l’area campana, dovranno rispondere di associazione a delinquere e corruzione.

Strettamente collegata alla vicenda di Ischia anche la seconda parte delle accuse che la Procura di Modena ha elaborato dopo aver ereditato i risultati delle indagini dei colleghi napoletani. I magistrati ritengono infatti che per alimentare il giro di tangenti CPL si servisse di una società con sede in Tunisia e gestita da Francesco Simone, che avrebbe emesso fatture false per circa 150mila euro nel 2014. A fronte di questo presunto giro di denaro “nero” sono stati imputati in concorso Casari, Verrini, Simone e Rinaldi.

Casari, infine, dovrà anche rendere conto di quanto annotato nei libri contabili di CPL tra il 2010 e il 2013: nel calderone sono infatti finite anche fatture emesse da Giorgio Montali, in qualità di legale rappresentante delle ditte Biciemme, Cosmen e Gruppoipla, che sarebbero un escamotage per evadere le imposte sul reddito della cooperativa.

La cooperativa, in quanto soggetto legale, dovrà rispondere di illeciti amministrativi inerenti agli appalti sull’isola di Ischia. Tante responsabilità personali, dunque, che fra due mesi arriveranno sui banchi del tribunale. Nel corso della prima udienza i legali degli indagati potranno sollevare tutte le eccezioni del caso e proporre riti alternativi. Le speranze della Procura, dopo lunghi interrogatori e una certa disponibilità a collaborare evidenziata dagli indagati – Casari a parte – è che si possa procedere a diversi patteggiamenti e giungere in tempi rapidi ad una sentenza. Ma l’esperienza insegna che il processo potrebbe invece trascinarsi molto a lungo.

DA www.modenatoday.it

 

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