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Ischia, di turismo si può vivere…

Politici ed imprenditori

chiedono l’unione delle forze

per concertare la promozione

e per rendere l’isola più vivibile

di Amedeo Romano

ISCHIA. Turismo, questo sconosciuto: tutti ne parlano, molti azzardano analisi, ipotesi e progetti, tanti minimizzano…pochi però probabilmente hanno reale contezza di cosa sia, in realtà.

La parola d’ordine è sempre quella: la concertazione, l’unione delle forze, per l’unico obiettivo comune, la promozione del territorio.

E su questo sono d’accordo tutti: la politica e gli imprenditori.

Ha già calendarizzato gli appuntamenti subito dopo le festività natalizie, il neo assessore al turismo del comune di Ischia, Giosuè Mazzella; e con lui, il sempre più motivato giovane presidente del consiglio comunale, Gianluca Trani. Gli argomenti da mettere all’ordine del giorno sono tanti, alcuni anche ambiziosi: dalla festa di S.Anna 2014, che deve essere doverosamente programmata e definita da gennaio (ne abbiamo sentiti, di assessori al turismo e non, annunciare riunioni mai verificate, prima del mese di luglio), alla scoperta dei nuovi mercati, soprattutto se russi. Su quest’ultimo punto, gli imprenditori hanno delle idee più complesse: “D’accordo il mercato dei Russi che sono più esigenti, ma questi viaggiano in alta stagione”, sottolinea l’albergatore Franco Di Costanzo, che propone comunque un minimo di spesa per tentare di recuperare una parte del mercato tedesco, “che ci aiuta nei periodi primaverili e a settembre ed ottobre”. E come dargli torto?

Sulla linea della concertazione, non sporadica ma sistematica, si schiera anche Gianluca Trani che auspica comunque un confronto di idee costruttivo proprio con gli stessi imprenditori.

Imprenditori che comunque lamentano l’eccessiva pressione fiscale, alla quale sono sottoposti soprattutto in questo periodo di fine anno, tra cartelle Imu e Tares; e a nulla valgono le giustificazioni, ormai scontate, dello “Stato che chiede ai comuni di fare cassa, perchè sono diminuiti i trasferimenti agli enti locali, che restano così l’oggetto delle contestazioni dei cittadini sempre più vessati dalle tasse…” Una solfa che ormai suona quasi come un disco incantato, una musica stantia che richiede assolutamente un cambio di passo, è ora.

Dall’altro lato però, gli imprenditori rispondono con la medesima melodia drammatica, contrapponendo la “impossibilità di garantire i sei mesi di lavoro negli alberghi”, oppure annotare che “non ci sono soldi in giro, i negozi continuano a chiudere”… Se poi ci si mette pure Gianluca Trani, che di professione fa il commercialista, a sottolineare che “veramente i bilanci delle aziende e delle famiglie isolane fanno riflettere”, allora la tragedia è servita!

Come uscire fuori dal vortice dell’autocommiserazione? “Ci vuole la promozione all’estero”, ribadisce Franco Di Costanzo; si, ma con quale tipo di prodotto? “Ci vogliono i servizi, bisogna rendere l’isola più vivibile”, ribatte il commerciante Lello Sgambati, che trova conforto anche in Di Costanzo; ma anche la politica è d’accordo. Allora? I problemi sono sempre gli stessi: i trasporti marittimi e terrestri che costano e non servono, i giardini per le strade che non bastano, il traffico imperante… “E’ una questione di cultura”, sostiene l’assessore al turismo del comune di Ischia. Bene: da dove iniziare? La vivibilità passa per una migliore e più razionale distribuzione del traffico cittadino, atteso che sull’isola ci sono troppe auto di proprietà degli isolani, che circolano regolarmente e quotidianamente. Quale sacrificio l’isolano è disposto a sopportare, non soltanto per i turisti, ma soprattutto per se stesso? Con qualche timore, si sussurra la possibile soluzione, sulla quale tutti convergono, ma che i politici temono: i sensi unici. Ma accanto al senso unico, bisogna associare le strutture, i servizi: implementare i parcheggi “fuori porta”, leggi Fondobosso, via Morgioni, superstrada; migliorare il collegamento interno al paese tramite bus pubblici, anche con mezzi elettrici. E se la società Eav è deficitaria per i noti motivi, allora il comune può attrezzarsi in alternativa, con questa sorta di “navette”…

Altra obiezione, potrebbe sorgere sulla questione dei fondi, visti i conti in rosso dei comuni. Per questo, torna in soccorso Franco Di Costanzo che, anche sulla promozione, ribatte: “Dove sono finiti gli oltre 800 mila euro, incassati solo quest’anno, e solo nel comune di Ischia, per la tassa di soggiorno?”

Una domanda alla quale nessuno ha inteso dare una risposta…

A questo punto, resta solo da augurarsi che le buone intenzioni di questa amministrazione comunale ischitana, trovino conferma nelle azioni del “dopo Natale”. Ma con la variante, non secondaria, ben in mente all’assessore Mazzella, di coinvolgere gli altri comuni dell’isola. Proprio perchè la delega al turismo, per troppi decenni bistrattata e considerata, nel manuale Cencelli, di “serie B”, abbia a guadagnare il posto che merita. Perchè Ischia, di turismo ci vive, è inutile dire il contrario.

Attendiamo al varco non solo i politici quindi, ma anche gli imprenditori che si sono già dichiarati disponibili alla concertazione; tanto, provare non costa nulla, più nera di così…