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“Unire le forze per combattere il fenomeno, contrastando i locali che hanno le slot machines, aiutando chi non le ha”

ISCHIA. “La nostra forza è ripartire insieme, con l’ascolto e l’aiuto reciproco. Non dobbiamo piangerci addosso o recriminare. E’ opportuno mettere insieme le varie realtà…Anche noi pensiamo di partecipare al gioco di squadra”. Lo ha ribadito don Pasquale Trani, intervenuto al convegno al Polifunzionale.

“Più di un genitore – ha poi aggiunto – mi ha detto quanto si è giocato perchè pensava così di poter risolvere i problemi della propria famiglia”.

Quindi, anche dalla chiesa viene il commento alla legge dello stato che legittima le slot machines: “Lo Stato da un lato deve far quadrare i conti, dall’altro non bada agli effetti collaterali devastanti: abbiamo preso contatti con il movimento No slot, che agisce in tutta Italia e che abbraccia al momento già più di 400 comuni. I sindaci e l’Anci, partendo dal basso, protestano contro questa legge che definire immorale è poco, è stupida. Con gli introiti che fa lo stato, c’è un costo sociale da pagare, per quello che provoca…”

Dopo il suicidio del giovane a Forio, don Pasquale Trani ha comunicato di aver svolto “durante l’estate un giro per le scuole dell’isola, di ogni ordine e grado, parlando con i vari dirigenti. Nella scuola giochiamo la sfida educativa. Ma gli insegnanti non bastano, occorrono anche le famiglie, dove ci sono gli adulti che giocano”.

Ma l’attività della chiesa locale isolana non si ferma qui: “Siamo andati a Napoli presso l’associazione giocatori anonimi d’azzardo, dove tentano un percorso di recupero, per chi lo vuole…erano presenti anche persone dell’isola”. Ma si può anche alzare il tiro, coinvolgendo le forze dell’ordine: “stiamo cercando di monitorare i locali dell’isola dove si fa più cassa con le slot machines, e non sono molti: con un po’ più di attenzione e pressione sociale possiamo provare a sconfiggere il fenomeno”.

Il 22 dicembre ad Ischia Ponte è stata organizzata un’iniziativa “per sensibilizzare i cittadini ed incentivare i locali che non aderiscono alle slot machines…”

A.R.