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CAMPETTO ALL’APERTO DELL’EX LICEO OFF LIMITS

Ieri sera ha avuto inizio lo Short Volley, torneo  giunto alla terza edizione e  organizzato dall’Ischia Pallavolo. Diverse sono le categorie: Primovolley, Junior Volley 3×3 misto, maschile, femminile; Senior Volley 3×3 misto, maschile, femminile; Under 19 3×3 Maschile, Under 18 3×3 femminile; Grossplayer 3×3 maschile, femminile e misto; Grossplayer 4×4 misto. L’evento  andrà avanti fino al 14 agosto e si giocherà tutte le sere. L’arena di gioco è il campo all’aperto dell’ex Liceo,  due giorni fa è scoppiata la polemica che è tutt’ora in corso e abbiamo temporeggiato prima di dare la notizia per accertare eventuali dietrofront da parte dell’Ischia Pallavolo. Un dietrofront mai arrivato. Con due giorni di anticipo rispetto all’inizio del torneo, sono state montate le reti con i relativi pali che hanno occupato l’intero campo di gioco e, per evitare furti  o danneggiamenti l’organizzazione ha ritenuto di dover  mettere un lucchetto al cancello d’ingresso. Lucchetto che non si vedeva da almeno un paio d’anni, o comunque da quando il campetto è diventato a tutti gli effetti uno spazio pubblico (utilizzato e attivo), libero e aperto a tutti 365 giorni l’anno. Alla vista del lucchetto, i tantissimi ragazzi che quotidianamente usufruiscono dello spazio sono andati su tutte le furie, non di certo per il torneo organizzato (non è il primo ed è tra i più gettonati), ma perché si sono visti privati del “loro” campo anche fuori dagli orari della manifestazione. Dal canto suo,  l’organizzazione fa sapere di essere in possesso di regolare autorizzazione e  – secondo una risposta di uno degli organizzatori – sarebbe difficoltoso montare e smontare i campi ogni giorno. Su questa risposta (difficile da accettare) viene spontaneo  paragonare l’evento ai numerosi tornei di beach volley che si sono svolti sulle spiagge dove, trattandosi di spazio pubblico, ogni sera le reti e i pali venivano montate e smontate al termine della serata (vedi Forio). Se qualcuno non l’avesse ancora capito, anche il campetto rappresenta un luogo pubblico e aperto, sul quale sono state svolte anche altre manifestazioni senza togliere nulla ai ragazzi che lo occupano (e lo curano!). Ne’, tantomeno, il fatto che il torneo duri solo cinque giorni (più due di montaggio in anticipo) può reggere come scusa: tre società di pallavolo in un comune e una società di basket, se ognuno chiudesse il campo h24 per un proprio evento per sette giorni il campo sarebbe chiuso un mese!  Pur interpellando il Comune, il lucchetto è rimasto lì dov’era  e il permesso (sempre che esista) non è anch’esso una valida scusante per giustificare un gesto che priva  dei ragazzi del diritto a divertirsi, proprio come i partecipanti al torneo. Soluzioni?  Casomai  fosse difficoltoso pensare anche a quelle  l’abbiamo fatto noi. Volendo escludere il totale sgombero del torneo quotidianamente , sarebbe opportuno liberare almeno metà campo, togliendo però pali e reti (non solo le reti) perché altrimenti non si può giocare. Togliere il lucchetto sin da subito e, se proprio si temono gli atti vandalici, il catenaccio può essere messo ad esempio a mezzanotte e tolto alle nove del mattino (di certo non vanno a rubare pali e reti, figuriamoci se lo fanno di giorno).  Sia chiaro, questo è un compromesso che va bene più alla società organizzatrice che alla comunità. Conosciamo la dirigenza dell’Ischia Pallavolo, così come conosciamo i ragazzi che frequentano il campetto (chi dice che nessuno si è mai lamentato gli anni scorsi si aggiorni sul numero di giovani che frequentano quel campo) e si tratta in entrambi i casi di brave persone. Lasciare fuori i ragazzi, anche solo per sette giorni, è un atto grave che proprio non possiamo assecondare. Il fatto è che la mentalità ischitana, forse, ancora non è pronta  e nemmeno sa come si gestisce e si usufruisce di uno “spazio pubblico”. Purtroppo il campetto è visto ancora come le altre strutture sportive di cui le associazioni sportive si sentono padroni. Quel campetto è uno spazio libero! In conclusione, viene da farsi anche un’altra domanda, da rivolgere soprattutto a chi ha esclamato “nessuno ha mai detto niente”: ma dov’eravate quando quei ragazzi giocavano anche in pieno inverno sotto la pioggia fino a tarda sera? E quando scopa alla mano hanno pulito il campo? E quando hanno comprato le retine ai canestri? Probabilmente, le associazioni (tutte!) erano al calduccio nelle proprie strutture al chiuso, vere e proprie dimore private.  In tutto questo, l’amministrazione se ne lava ancora una volta le mani. Quei ragazzi meritano rispetto, lo stesso che vanta lo Short Volley. Quindi, si trovi un accordo, subito.

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