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Cronaca

CAMORRA. 13 ORDINANZE CONTRO IL CLAN DEI CASALESI. RICHIESTA DI ARRESTO PER L’ON.SARRO (FI)

I Carabinieri del Ros hanno eseguito questa mattina 13 ordinanze contro componenti e favoreggiatori del gruppo Zagaria del clan dei Casalesi accusati di associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti e finanziamento illecito ai partiti. In corso anche il sequestro preventivo di conti correnti per 11 milioni di euro. L’inchiesta della Dda di Napoli riguarda fra l’altro un sistema di corruzione negli enti dei servizi idrici della Regione Campania e finanziamenti illeciti a politici locali.

Nell’ambito dell’inchiesta è stato arrestato anche l’imprenditore Lorenzo Piccolo che tramite la Idroeco srl ha gestito i serbatoi regionali di ischia, forio e procida.

Per ottenere un cospicuo appalto bandito dall’ente che gestisce i servizi idrici nelle province di Napoli e Salerno, Giuseppe Fontana, ritenuto referente imprenditoriale della fazione Zagaria del clan dei Casalesi, ha tentato di ricattare l’on. Carlo Sarro (per il quale oggi la DDA ha chiesto l’arresto, ndr), all’epoca commissario straordinario dell’ente (Ato3 Sarnese-Vesuviano), minacciando di denunciarlo per avere ricevuto una tangente da 2,5 milioni di euro. Fontana era stato raggiunto da un provvedimento di interdizione antimafia e quindi non poteva più avere contatti con la pubblica amministrazione. Ciononostante mise in piedi una strategia per eludere il divieto. Il tentativo di ricatto nei confronti del deputato, secondo i magistrati, venne messo in piedi attraverso l’intercessione del fratello di Nicola Cosentino, Giovanni, e la moglie di quest’ultimo, Maria Costanza Esposito, a cui era legato da un radicato rapporto di amicizia. Per il gip, Sarro, con la complicità di due imprenditori edili, Lorenzo Piccolo e Antonio Fontana, ha effettivamente turbato il regolare svolgimento della gara d’appalto (per lavori di manutenzione, pronto intervento, rifunzionalizzazione, ricostruzione e riabilitazione delle reti idriche e fognarie) per 31,710 milioni di euro (iva esclusa). In sostanza il parlamentare, secondo i magistrati, nella sua veste di commissario straordinario, ha garantito che tre lotti di quei lavori finissero alle ditte di Zagaria, in particolare all’impresa di Lorenzo Piccolo (Idroeco srl) a cui è andato il primo lotto, e il Consorzio Stabile Grandi Opere

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