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DECRETO ISCHIA. LEGAMBIENTE: “ARTICOLO 25, UNA PRESA IN GIRO PER I CITTADINI”

L’approvazione del decreto legge con le norme per la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma di Ischia non ha fatto ancora sedare la scia di polemiche e di perplessità, legate all’applicazione della legge 47/85 del cosiddetto primo condono. Le case abusive danneggiate dal sisma nei tre comuni ischitani interessati dal decreto legge sono, secondo il sindaco di Lacco Ameno, 1600, massimo 2mila. Le amministrazioni dovranno rispondere alle richieste di sanatoria applicando le regole del 1985 ritenuta molto più permissiva rispetto a quelle del 1994 e del 2003.

Secondo anna savarese, architetto e segretaria di legambiente campania, “la legge del 1985 permetteva di condonare anche in luoghi vincolati per motivi paesaggistici o di sicurezza e in aree demaniali o protette”.

Per stabilire poi quali sono le case costruite in spregio dei vincoli sismici – spiega la Savarese – bisogna attendere la ‘microzonazione’. Ci vorrà almeno un anno per avviare i lavori. “Senza la microzonazione, il rischio è che vengano sanate anche situazioni non sanabili” sottolinea l’architetto, secondo cui però oggi è difficile che i tecnici si prendano la responsabilità di firmare documenti che portano al condono di strutture palesemente abusive e che non rispettano certi vincoli.

Ma quali sono gli immobili interessati dalla sanatoria? Legambiente fa una distinzione importante: “La sanatoria – spiega la Savarese – si estende a tutte le domande pendenti presentate nel 1985, nel 1994 e anche nel 2003 ma il tema dei contributi riguarda solo quelle relativi a immobili danneggiati dal terremoto”. Alla Commissione Ambiente della Camera Carlo Schilardi, commissario per la ricostruzione post-sisma ha parlato di 502 immobili dichiarati agibili, 640 totalmente inagibili, 340 dichiarati temporaneamente e/o parzialmente inagibili, 80 inagibili per solo rischio esterno.Ma ci potranno essere anche centinaia di proprietari di abitazioni abusive danneggiate dal sisma che finora non avevano avviato la richiesta di contributi ritenendo di non poter accedere ai fondi a causa della mancata sanatoria. Ora, però, potrebbero farsi avanti. Tra le case danneggiate, il contributo andrà a quelle regolari e a quelle sanate dal condono edilizio. Non lo avranno, invece, quelle che non sono sanabili. “Ischia è un territorio a rischio vulcanico, sismico e idrogeologico – conclude Anna Savarese – ed è per questo che senza le regole del 1985 probabilmente non si sarebbe potuto condonare nulla.

 

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