Teleischia
Attualità News

“MARTEDI 30 OTTOBRE, QUEL GIORNO DOPO…” RIFLESSIONE DI ANTIMO PUCA

Lunedi, 29 ottobre l’Istituzione Tribunale, sezione distaccata di Ischia, procede la giornata di lavoro grazie alla continuità garantita dagli uffici, sempre e comunque aperti. In qualità di Funzionario Giudiziario e con la solita passione che mi distingue, spesso notata e decantata da terzi, mi sono apprestato a definire pratiche e consegnare avvisi di ogni sorta nei più svariati angoli isclani. Sfidando i venti in lotta tra loro, ho proceduto tra fiumi di acque, fanghi, detriti, alberi volanti e fili elettrici pendenti. Oggi, martedi, 30 ottobre, le Autorità indicono la chiusura dello stesso Tribunale a causa di un albero caduto sulla parte retrostante dell’edificio. Basito dinanzi a cotanto imperativo mi chiedo, in primis, se le Autorità si rendono conto della subitanea differenza climatica tra ieri ed oggi. Dopo di ciò procedo ad altro discorso. Si chiudono scuole ed uffici al pubblico per “tappezzare” i danni IN SUPERFICIE, ma dopo di che si procede COME DA ABITUDINE fino al prossimo evento catastrofico che vedrà ALMENO gli stessi danni, se non peggio. Se dinanzi a cotanto imperversare di tempesta nessuno sa prendere davvero le redini in mano è perché durante il tempo di quiete, che, per Grazia Divina dalle nostre parti ancora abbonda, non ci si prepara a prevenire ed eventualmente affrontare la prossima tempesta. Perché gli alberi cadono? I terreni sono impoveriti. Ricordo una antica tecnica contadina. Essa voleva il rinvigorimento del suolo attraverso il cambio di colture ogni tre anni, con un anno di totale riposo al quarto anno. In questo modo il terreno, rinnovato, rafforzato e rinvigorito, era in grado di donare ad alberi, piante e vegetazione in genere un maggiore e migliore nutrimento, saldandosi strettamente intorno alle radici. La nostra vegetazione tutta attualmente è circondata da cemento. Il suolo è la base della vita, soprattutto sulla nostra isola, e quindi BISOGNA capire che dobbiamo prendercene cura in modo che esso possa supportare piane, alberi e vegetazioni in genere. La rete alimentare del suolo è complessa e delicata e la cosa forse peggiore che possiamo farle è rivoltare, spezzare e rompere la terra. Le Autorità, invece di limitarsi a tappezzare i danni, dovrebbero riflettere insieme un modo per salvaguardare l’isola e gli isolani dai danni futuri. In che modo? PRIVILEGIANDO UNA SALVAGUARDIA AMBIENTALE PRIMA di tappezzare danni ed edifici. Rinvigorire la rete alimentare del suolo vuol dire rinsaldare le radici degli alberi e consentire alle stesse radici di salvarci da frane e smottamenti. Il suolo è un volto di Madre Terra. Prendersi cura di esso vuol dire SALVARCI. … do una occhiata alla parte retrostante del Tribunale, un amico albero, dopo tanto resistere per sopravvivere, ha ceduto le stanche membra mentre qualche fronda oscilla, lieve, al vento.. Impariamo a leggere la natura ed i suoi messaggi.!. Gli antichi sapevano farlo. Tornare indietro vuol dire, soprattutto, salvarci e salvare il futuro.!

POTREBBE INTERESSARTI

GUARDA IN TV. ISCHIA INTERNATIONAL SCHOOL FESTIVAL ALLE 21.05 IL FESTIVAL DELLA CANZONE MARINARA

Redazione-

LINEA DI CONFINE. LA STORIA DEL PROGETTO SPORTABILITÀ

Redazione-

ISCHIA. “SOTTO ATTACCO”, IL LICEO STATALE “G. BUCHNER” RICORDA GIANCARLO SIANI (SERVIZIO TV)

Redazione-

BARANO. DISCARICA TERONE: “NOI RESIDENTI COSTRETTI DIVENTARE VIGILANTES ANTI- DEGRADO”

Redazione-

CORONAVIRUS. DATI NAZIONALI 23 MAGGIO, NUOVI CONTAGI 9.820 E 291 LE TERAPIE INTENSIVE

Redazione-