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MONS.LAGNESE: “LO STABILE DEL PIO MONTE RISPLENDA DI NUOVO!”

All’imbrunire, intorno alle 21, quando cioè calavano le prime ombre della sera, per le strade interne di casamicciola si è snodata la processione del corpus domini, il corpo di cristo, l’eucarestia portata in giro tra la gente…E’ accaduto givoedi, in un giorno infra settimanale, come vuole la chiesa cattolica, che lo prescrive nel givoedi successivo la festa della santissima trinità, ma per anni – e con più comodità – anche sulla nostra isola si svolge di domenica, nelle forme e nei percorsi sempre diversi…ora, mentre ancora ognuna delle 25 parrocchie dell’isola si prepara alla “sua” processione del corpus domini, l’intero clero e popolo della diocesi si è riunita attorno al corpo di cristo, portato in processione dal vescovo mons.pietro lagnese

e lo ha fatto a casamicciola, dopo la celebrazione eucaristica nella basilica di santa maria maddalena, la donna che vide per prima il corpo del cristo risorto…la donna alla quale la cittadina termale è dedicata, insieme al sacro cuore di gesù. E così in processione, dalla basilica madre, attraverso piazza bagni e la via pio monte della misericordia, il corteo ha ripercorso quella strada del dolore, che provocò morte e devastazione in quel mattino di novembre di 6 anni fa….a precedere il lungo corteo, le insegne delle parrocchie e delle congreghe con i loro rappresentanti, i bambini con le loro vesti bianche, i volontari ospedalieri…quindi, l’ostensorio con il cristo benedicente, seguito dalle autorità militari e civili, sidnaco di casamicciola in testa…e poi, tutto il popolo festante ed orante

la processione si è poi introdotta all’interno delll’ala laterale del complesso diroccato del pio monte della misericordia, in quell’area spesso teatro di spettacoli o sede del mercatino comunale. Un complesso che negli anni è stato la casa di accoglienza e di beneficio per tanti poveri malati, che venivano lì curati. Ed ora, vuoi la burocrazia vuoi sempre l’interesse umano, cade a pezzi, e le sue rovine sono l’emblema di una casamicciola che stenta a rialzarsi dalle macerie.

Ed anche il vescovo, nella sua preghiera finale prima della benedizione, ha auspicato che “gli uomini, i potenti, si seggano atorno ad un tavolo, per dare vita a questo luogo, che sia il segno di quanto è bella l’isola che accoglie, soprattutto chi ne ha bisogno….