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PROCIDA, BARRIERE ARCHITETTONICHE. PEPPE GIAQUINTO LANCIA UN APPELLO PER RIMETTERE IN FUNZIONE L’ASCENSORE DEL NAUTICO”

PROCIDA GIAQUINTO2 PROCIDA GIAQUINTO3 PROCIDA-GIAQUINTO “Per un esercizio commerciale che diventa accessibile, per una spiaggia che si spalanca alla fruizione, un portone si chiude. E dietro restano le sofferenze e i diritti negati di persone con difficoltà motorie ” è quanto si legge in un comunicato di Peppe Giaquinto, che continua:”Il portone è quello dell’Istituto Nautico a Marina Grande che da qualche stagione è in fase di rifacimento dopo una travagliata e contestata gestazione. Quel portone, come molti sanno, nasconde un ascensore che permette la risalita fino agli ambienti dell’istituto superiore dell’isola e che, grazie alla disponibilità di Direzione Scolastica e Città Metropolitana di Napoli, da un po di tempo serve altresì le abitazioni di due famiglie in cui sono presenti due portatori di disabilità gravi e che grazie a quell’ascensore riuscivano a mantenere un contatto con la società e con i servizi necessari, in primis quelli legali alla propria condizione di salute.
Ora quell’ascensore è fermo da mesi per problemi tecnici e, nonostante un rimpallo tra Direzione Scolastica e Città Metropolitana, la situazione non si sblocca ed i nostri amici continuano ad affrontare disagi enormi ed indescrivibili oltre che umilianti ogniqualvolta debbono scendere dalle loro case per le varie necessità.
Noi confidiamo nella sensibilità e disponibilità della Dirigente Scolastica dell’Istituto Superiore di Procida nonchè facciamo appello a chi di competenza della Città Metropolitana di Napoli affinchè vengano messi in essere tutte gli atti e/o le sollecitazioni necessarie per far riprendere la propria corsa a quell’ascensore in brevissimo tempo.
Una situazione davvero incresciosa che ci sta a cuore al pari di tutte quelle iniziative che si stanno mettendo in atto per dare una vita normale ai disabili della nostra isola e che ci fa capire, ancora di più, come spesso la libertà di movimento si infrange non solo su barriere architettoniche ma su barriere burocratiche e di scarsa sensibilità.
Ci auguriamo che quanto prima i nostri amici disabili possano scendere in autonomia e senza pericoli a Marina Grande.
Accoglieremo con soddisfazione la soluzione tempestiva di questo problema come non ci fermeremo nel seguirla e nel metterla in evidenza, qualora dovesse perdurare tale ingiusta detenzione”.

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