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ACUII: LETTERA APERTA DI GIANNI VUOSO A CALDORO E DE LUCA

di Gianni Vuoso

” La battaglia dell’ACUII viene da lontano, è ultradecennale e annovera migliaia di adesioni non solo fra i residenti ma anche fra i numerosi turisti che frequentano annualmente l’isola, sempre più increduli e vittime di prescrizioni e ordinanze che si differenziano incredibilmente fra un comune e l’altro, pur se strettamente limitrofi, e che creano fastidiosi problemi e incomprensioni nella stessa quotidianeità.

L’idea propugnata dall’ACUII di accorpare i sei comuni in un unico comune, non è originale perché già anni prima, si sono succedute a livello regionale, analoghe proposte di illustri esponenti di vari schieramenti politici, mai sorrette da un ampio movimento popolare e forse indebolite dalle rispettive matrici politiche. Ma ora, da circa quindici anni, sull’isola, è attivo un movimento popolare politicamente “trasversale”, che ha condotto una intensa campagna di sensibilizzazione nella società, presso le numerose associazioni d’ogni tipo (si pensi che oltre 40 aderiscono all’ACUII), nella scuola, sorretta anche dall’adesione convinta della Chiesa locale.

Fra le numerose iniziative, ricordo la consegna di migliaia e migliaia di cartoline all’ex Presidente Bassolino intitolate “Bassolino, facci votare” per sollecitare l’indizione del referendum. Che si è tenuto poi, nel 2011, con la giunta Caldoro. In tale occasione, fu particolarmente forte l’impegno profuso anche se il risultato non fu positivo, per la presenza di un quorum che comunque, non impedì allo schieramento del Sì di aggiudicarsi un incoraggiante 83%.

Successivamente, fu abolito il quorum per iniziativa dell’uscente consiglio regionale, che ha sempre ribadito la volontà di indire un nuovo referendum. Siamo stati ad un passo dal voto, ma forse, un po’ per le pressioni di certi politici locali, timorosi di perdere col Comune Unico, la poltroncina clientelare, un po’ per orientamenti diversi dell’ultim’ora, abbiamo perso una buona occasione e la consiliatura uscente, visti i precedenti, si è distinta per una incoerenza estremamente inaccettabile che ha profondamente deluso quanti s’erano convinti di avere come interlocutori, uomini più seri. Quindi, bisognerà attendere la nuova consiliatura e sperare in comportamenti diversi.

L’ACUII, a questo punto, pone ad entrambi gli schieramenti un quesito che considera di notevole importanza: qual è l’orientamento delle forze in campo? La presenza di candidati, anche isolani, notoriamente ostili al Comune Unico, presenti in entrambi gli schieramenti, che ruolo avrà? Sarà possibile superare tali posizioni per giungere ad una favorevole mediazione?

Io non sto qui a dilungarmi per sottolineare ancora una volta, i vantaggi che l’isola trarrebbe dalla unificazione dei suoi comuni in un unico corpo istituzionale-amministrativo, sia per eliminare inutili sprechi economici, sia per coordinare le svariate attività che caratterizzano la vita sociale-politica-culturale-economica di un Comune, sia per garantire quella progettualità nei diversi settori che non esiste ancora e che oggi appare più mai necessaria. Né tento di replicare alle solite osservazioni di politici “che hanno già dato” negli ultimi decenni, per i quali il Comune Unico cancellerebbe le identità delle singole popolazioni, o il voto referendario sarebbe illegale se fosse istituito a livello isolano e non comune per comune, o la proposta unificatrice avrebbe il sapore di una scelta arrogante, o sarebbe inspiegabile visto che nella vicina Capri nessuno ha mai avanzato la richiesta di unificare i due comuni. Sono, come si vede, osservazioni così ripetitive e senza fondamenta che davvero sarebbe superfluo confutarle.

So bene che il Loro personale orientamento tende a varare questo progetto di unificazione dei comuni isolani, inteso come solida prospettiva di sviluppo di un’isola che sta vivendo uno dei suoi peggiori momenti sotto ogni aspetto. Nonostante ciò però, l’ACUII ritiene opportuno che all’elettorato isolano sia data una parola sicura adesso, prima del voto regionale e sia detto con estrema chiarezza, se c’è la reale intenzione del futuro consiglio regionale di indire il referendum per poter istituire il Comune Unico Isola d’Ischia.

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