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PALAZZO A VIA MIRABELLA: NON E’ ANCORA FINITO ED E’ GIA’ POLEMICA

Da qualche tempo le macerie dello stabile crollato anni fa in via Mirabella sono state rimosse e al loro posto sta sorgendo una nuova costruzione di vari piani.
E fin qui tutto sembra filare liscio, anche perché subito dopo il crollo del palazzo l’area dove si trovavano le macerie diventò in breve tempo un ricettacolo di rifiuti e degrado, tanto che negli anni chi abitava nella zona segnalò più volte la grave situazione igienico sanitaria al comune di ischia;
e il comune di ischia nel 2010 aveva già intimato ai proprietari dell’area di provvedere e sanificare la zona.
Ma ora che il palazzo di via Mirabella rinasce si sta diffondendo la voce che lo stabile che si sta ricostruendo sarà destinato a centro commerciale. E’ quindi scesa in campo l’Ascom Confcommercio di Ischia che ha manifestato la sua preoccupazione su questa eventualità che lederebbe gli interessi dei commercianti della zona.
Per verificare la questione l’ascom ha chiesto al comune di ischia l’accesso agli atti amministrativi in merito alla proprietà Marrazzo-Moccia, ubicata in via Mirabella ad Ischia Ponte. L’ascom nella nota diffusa sulla problematica mirabella ricorda che: “ per tale struttura è consentito solo il restauro conservativo che si attua mediante interventi volti a preservare il patrimonio edilizio ed urbanistico esistente. Tali interventi devono rispettare gli elementi tipologici, formali e strutturali degli organismi edilizi e non modificare la loro destinazione d’uso, possono contemplare l’inserimento e l’integrazione dei servizi igienici purchè non vengano alterate le superfici, i volumi e l’aspetto esteriore delle singole unità immobiliari. Sono vietate le sopraelevazioni, nelle aree verdi o comunque libere non sono consentite nuove costruzioni, alterazioni del suolo, opere di sbancamento o di riporto, disalberamenti ed aperture di nuove strade. In poche parole il palazzo che risorgerà dalle sue macerie deve essere identico a quello precedente, e secondo l’ascom anche la destinazione d’uso non dovrà essere alterata.