Cronaca

GIOSI FERRANDINO AGLI ARRESTI DOMICILIARI

Il tribunale del riesame di napoli ha concesso gli arresti domiciliari al sindaco di ischia giosi ferrandino. i giudici hanno accolto la richiesta dei suoi legali, avv.alfonso furgiuele e gennaro tortora. a quanto si è appreso il sindaco ha lasciato il carcere di poggioreale nella notte.

il tribunale del Riesame partenopeo  ha accolto, parzialmente, la tesi degli avvocati difensori del politico che avevano fatto richiesta di scarcerazione e la derubricazione del reato.

“Ferrandino è stato scarcerato nel corso della notte e, con mezzi propri, ha raggiunto la sua casa di Ischia – ha detto ad Askanews l’avvocato Alfonso Furgiuele – Avevamo chiesto che il reato fosse derubricato e il giudice ha accolto la nostra richiesta. Il reato contestato è passato dall’art. 319 del codice penale (corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, ndr) all’art. 318 (corruzione per l’esercizio della funzione, ndr)”. Adesso bisognerà capire se la posizione di Ferrandino rimarrà a Napoli oppure sarà trasferita per competenza territoriale al tribunale di Modena, dove sono stati trasferiti gli atti che riguardano i vertici della Cpl indagati.

La riforma della legge anticorruzione del 6 novembre  2012 ha eliminato il riferimento al compimento di “atti”, spostando l’accento sull’esercizio delle “funzioni o dei poteri” del pubblico funzionario, permettendo così di perseguire il fenomeno dell’asservimento della pubblica funzione agli interessi privati qualora la dazione del denaro o di altra utilità è correlata alla generica attività, ai generici poteri ed alla generica funzione cui il soggetto qualificato è preposto e non più quindi solo al compimento o all’omissione o al ritardo di uno specifico atto. Oggi quindi viene criminalizzata anche la corruzione impropria attiva.

La decisione del Tribunale di Napoli arriva dopo che Ferrandino ha deciso di ritirare le sue dimissioni dalla carica di sindaco.  Ai suoi legeli Ferrandino avrebbe speigato che la sua è una scelta ”tecnica”: non intenderebbe in realtà continuare a fare il sindaco, ma vorrebbe soltanto salvaguardare il comune dal rischio di commissariamento. Nella lettera di revoca delle dimissioni indirizzata alla prefettura e al segretario generale del comune, dopo aver ribadito la propria estraneità alle accuse, Ferrandino spiega infatti di aver adottato tale iniziativa ”al solo fine di evitare il commissariamento, in un momento di grave crisi economica e sociale”. La sua assenza della carica ”bloccherebbe le attività amministrative in corso consistenti in opere pubbliche, riordino delle società partecipate, revisioni della spesa e delle risorse e attività preparatorie alla stagione turistica”. Autosospeso dalla carica Demanda poi ”ogni decisione in merito alla permanenza in carica al consiglio comunale che potrà autonomamente decidere, nella consapevolezza che a reggere le sorti sarà l’attuale vicesindaco, persona di grande esperienza”. Conclude: ”Resta inteso che fino alla prossima tornata elettorale mi riterrò autosospeso dalla carica di sindaco per rispetto degli elettori e per avere la possibilità di difendermi, libero da vincoli, dalle infamanti accuse che mi hanno contestato”. 

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