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BRUNO MOLINARO: “LE DIMISSIONI DI GIOSI FERRANDINO NON SONO VALIDE”

Questa mattina i consiglieri comunali Enzo Ferrandino, Paolo Ferrandino, Luigi Di Vaia, Luca Spignese, Massimo Trofa, Christian Ferrandino e Pasqualino Migliaccio , hanno protocollato al comune di Ischia una nota indirizzata al prefetto di Napoli, la dott.ssa Gerarda Maria Pantalone e per conoscenza al vice sindaco Carmine Barile e al segretario comunale Giovanni Amodio, con la quale tramettono il parere “ pro veritate” dell’avvocato Bruno Molinaro in ordine alla “eventuale conformità a legge del contenuto della nota del 31.3.2015, prot. n. 8617, verosimilmente a firma del Sindaco di Ischia, ing. Giuseppe Ferrandino, recante dimissioni dalla carica, ed agli effetti che ne derivano sul piano giuridico – amministrativo”. In sostanza, una parte dei consiglieri comunali, ritiene che le dimissioni presentate da Giosi Ferrandino dalla carica di sindaco non siano valide, e di conseguenza il consiglio non può essere sciolto.

L’avvocato Bruno Molinaro sosteine che  l’atto di dimissioni dalla carica di Sindaco di ischia di giosi ferrandino, per come formulato e “presentato” al protocollo comunale, è privo di validità ed efficacia sul piano giuridico – amministrativo e, pertanto, improcedibile.  “Si tratta – anticipa nella premessa l’avvocato molinaro – di questione la cui soluzione, in un senso o in un altro, può generare interessi tutelabili anche in sede giurisdizionale sotto opposti profili”.

In sostanza, l’atto di dimissioni non risulta presentato al Consiglio Comunale; risulta “consegnato a mano dall’avv. Gennaro Tortora, nella qualità di difensore di Giuseppe Ferrandino, non risulta presentato personalmente dal Sindaco (nè poteva essere diversamente, attesa la sua condizione di detenuto in stato di custodia cautelare), nè contiene alcuna delega o incarico all’avv. Tortora a procedere alla sua presentazione al protocollo comunale o anche eventualmente alla sua materiale “consegna” a funzionari o impiegati comunali addetti alla relativa ricezione.

Esaminata la documentazione “in considerazione della estrema delicatezza della questione, dei suoi riflessi problematici sul piano istituzionale e delle implicazioni che possono determinarsi sul piano pratico per la comunità amministrata, nella pressoché totale assenza di specifici precedenti giurisprudenziali in materia”,l’avvocato bruno molinaro si è soffermato preliminarmente sul tenore letterale della nota del 16.4.2015, con la quale il Segretario Generale del Comune, dott. Giovanni Amodio, attesta che: «Da verifiche effettuate risulta acquisita al protocollo generale del Comune, al n. 8617 del 31 marzo 2015, nota a firma del Sindaco ing. Giuseppe Ferrandino ad oggetto “Dimissioni dalla carica di Sindaco del Comune di Ischia” .

Tali dimissioni, come si evince dalla nota protocollo 8618 del 31.3.2015 – indirizzata al Prefetto di Napoli – a firma del Vice Segretario dr. Raffaele Montuori, è stata consegnata a mano dall’avv. Gennaro Tortora, difensore di fiducia del Sindaco Ferrandino” .

L’avvocato molinaro sottolinea il fatto che il Vice Segretario Montuori ha comunicato al Prefetto di aver ricevuto una “nota autografa”, ponendosi così un primo problema, ovvero quello della paternità dell’atto. “Pur non dubitando della correttezza professionale dell’avvocato Tortora – scrive infatti molinaro – non vi è, nella specie, alcun elemento che dimostri in concreto la provenienza dello scritto dal suo (presunto) autore e, dunque, la sua autografia, in una alla autenticità della firma che vi è stata apposta in calce.

Un secondo problema si pone, inoltre, in relazione al luogo in cui il documento sarebbe stato materialmente formato.

Tale luogo sarebbe quello della Casa Circondariale di Napoli “Poggioreale”. A tal proposito molinaro prende in esame l’ Ordinamento Penitenziario: “Non è dato conoscere se l’Autorità Giudiziaria abbia imposto, per una qualsiasi ragione, un’attività di controllo sulla corrispondenza con l’esterno del Ferrandino, nè è dato conoscere se sia stata svolta una qualche attività ispettiva a diverso titolo, ad opera del responsabile del penitenziario, sul documento verosimilmente attribuibile al Ferrandino medesimo.

Pur volendo ammettere, in assenza di ogni prova certa sulla provenienza e sulla autenticità della nota in questione, che la paternità della stessa sia effettivamente riferibile all’ing. Giuseppe Ferrandino e che non sia stata apposta alcuna limitazione alla sua “corrispondenza” con l’esterno, ritengo che l’atto di dimissioni dalla carica di Sindaco, per come formulato e “presentato” al protocollo comunale, sia privo di validità ed efficacia sul piano giuridico – amministrativo e, dunque, improcedibile.

Tale conclusione è suffragata da un triplice rilievo.

1. L’atto di dimissioni non risulta presentato al Consiglio Comunale.

2. L’atto di dimissioni, peraltro erroneamente indirizzato al “Prefetto di Napoli per il tramite del Segretario del Comune di Ischia” e al “Segretario Generale del Comune di Ischia”, risulta “consegnato a mano dall’avv. Gennaro Tortora, nella qualità di difensore di Giuseppe Ferrandino, Sindaco di Ischia

3. L’atto di dimissioni, consegnato “a mano” al Vice Segretario Montuori, non risulta presentato personalmente dal Sindaco (nè poteva essere diversamente, attesa la sua condizione di detenuto in stato di custodia cautelare), nè contiene alcuna delega o incarico all’avv. Tortora a procedere alla sua presentazione al protocollo comunale o anche eventualmente alla sua materiale “consegna” a funzionari o impiegati comunali addetti alla relativa ricezione.

A tal fine, alcun valore può essere attribuito alla nomina a difensore nel procedimento penale, perché tale nomina spiega evidentemente i suoi effetti soltanto nell’ambito del procedimento stesso.

Altra contestazione è relativa ai destinatari delle dimissioni: secondo il Testo Unico del 2000,

“Le dimissioni presentate dal sindaco diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio”

Le dimissioni del Sindaco, per poter produrre effetti, devono, dunque, essere portate a conoscenza del Consiglio Comunale. Nè, d’altro canto, può pervenirsi a diverse conclusioni laddove lo Statuto comunale dovesse disporre in modo contrario.

Ed ancora: “Le dimissioni non presentate personalmente devono essere autenticate ed inoltrate al protocollo per il tramite di persona delegata con atto autenticato in data non anteriore a cinque giorni.

Nell’ipotesi di un grave impedimento che non consenta all’interessato la concreta e personale presentazione dell’atto (ed è proprio questo il caso del Sindaco Ferrandino tuttora impedito in quanto ancora detenuto in stato di custodia cautelare), questi possa esercitare la facoltà di dimettersi dalla carica avvalendosi di un soggetto formalmente incaricato della presentazione purché, ovviamente, la volontà di dimettersi si manifesti con un’adeguata e sufficiente garanzia della certezza e veridicità delle dimissioni stesse.