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METANIZZAZIONE AD ISCHIA: UNA LUNGA STORIA DA BRANDI A FERRANDINO

La storia della metanizzazione dell’isola di Ischia comincia con la legge del 7 agosto 1997 che prevedeva contributi finanziari per la realizzazione o l’ampliamento delle opere di adduzione del gas metano per il Mezzogiorno. 
La macchina operativa per espletare tutte le procedure per la realizzazione delle rete di distribuzione del metano si mise in moto nel 2003.
In quel periodo l’amministrazione di Ischia era guidata dal sindaco Giuseppe Brandi e da una maggioranza di centro destra.
L’importo approvato per Ischia dal Ministero dello Sviluppo economico per il primo intervento fu di 18milioni 247mila 500 euro.
Nel 2004 il comune di Ischia emanò il bando di gara per l’affidamento in concessione per la realizzazione e gestione del servizio di trasporto e distribuzione del gas metano, mediante project financing.
Il 22 ottobre del 2004 – con determina 1308 – il comune di Ischia aggiudicò la gara a Cpl Concordia.
Il 26 novembre del 2004 la società Cpl Concordia comunicò al comune di Ischia l’intenzione di costituire una società di progetto “Ischia gas” destinata a subentrare all’aggiudicataria nella concessione.
La convenzione venne firmata il 30 aprile del 2005.
Comincia quindi l’iter per ottenere le autorizzazioni al Ministero dell’Ambiente: il 23 febbraio del 2006 la Società Ischia Gas presentò domanda di pronuncia di compatibilità ambientale per il progetto del gasdotto sottomarino nel tratto di mare tra il Lago del Fusaro nel comune di Bacoli e Punta San Pietro nel comune di Ischia.
Intanto nel mese di luglio dello stesso anno decadde l’amministrazione Brandi, ad amministrare giunse il commissario prefettizio fino alle elezioni del 2007 che videro la vittoria di Giosy Ferrandino del centro sinistra.
Per ottenere il nulla osta alle opere di metanizzazione bisognerà aspettare ancora.
Il 10 gennaio 2008 il Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività culturali, emise il decreto di attuazione dei lavori con esito favorevole rispetto alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
Il progetto – secondo la Cpl Concordia – è costato quasi 24 milioni di euro ed è stato terminato in tre anni.
Sono state realizzate 13 km di condotte sottomarine collocate ad una profondità fino a 72 metri sotto il livello del mare, 45 km di reti terrestri, 4200 allacciamenti e 2800 diramazioni stradali.