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Corteo contro ruspe,Vincenzo Capezzuto: le ragioni di un flop

Procida – Il “Movimento di Lotta Unificato per il Diritto alla Casa della Regione Campania” coordinato da Domenico Savio aveva programmato per mercoledì scorso una manifestazione con relativo corteo sull’isola di Procida in difesa della Elisabeth Ayala Flores, la 56enne di origini Peruviane, residente da anni sull’isola della Graziella che dopo aver subito il dolore della perdita del marito tra non molto dovrà assistere, o meglio subire, la demolizione della sua umile e modesta casetta. Armati di buona volontà e della bandiera del PCIM-L Domenico e Gennaro Savio sono partiti alla volta di Procida in compagnia di qualche altro simpatizzante mentre da Bacoli convergevano alcuni esponenti regionali del comitato anti-ruspe. Il commissariato di Ischia era stato debitamente informato della manifestazione – come è giusto che sia – e pertanto sull’isola della Graziella sono sbarcati alcuni cellulari del ‘Battaglione Campania’ dell’Arma dei Carabinieri. Il problema è che però su undicimila abitanti in corteo hanno sfilato appena una 40ina di persone. A spiegare le ragioni del flop ci pensa il Sindaco di Procida, Vincenzo Capezzuto, che spiega: ‘sono stati commessi molti errori dagli organizzatori ma il principale è stato quello di aver protestato contro il Comune e quindi contro me stesso, e questo vuol dire che gli organizzatori non hanno capito nulla’. Capezzuto quindi spiega: ‘I cittadini sono molto più attenti ed a conoscenza di quali sono le leggi e come stanno le cose. Il Sindaco in questa vicenda non è la controparte ed aver detto e ridetto questo nei giorni precedenti ed anche durante il ‘corteo’ è stata una grande sciocchezza’. ‘I cittadini oramai conoscono le norme, vuoi perché si sono informati da soli, vuoi perché glielo hanno spiegato i figli laureati, fatto sta che sono a conoscenza di come stanno le cose, meglio di quanto si possa pensare, e sanno che queste demolizioni vengono eseguite per una ‘Legge dello Stato’ che prevede l’abbattimento che un giudice ordina di eseguire. Quindi – sottolinea Capezzuto – il Sindaco di un Comune in tutto questo non c’entra nulla. Chi ha detto ed urlato il contrario ha detto cose sbagliate’. Il Sindaco si sofferma quindi sul suo rapporto con i suoi concittadini: ‘A me i cittadini di Procida mi vogliono bene – sottolinea Capezzuto – e quella era una manifestazione contro il loro Sindaco, per questo non hanno manifestato in strada, non perché i procidani siano contro la signora Ayala e a favore delle ruspe’. ‘La manifestazione è stato un flop – aggiunge Capezzuto – vi hanno partecipato pochissimi procidani, più quattro persone da Ischia e tre o quattro da Bacoli. Dall’altra parte invece sono sbarcati tre cellulari dei carabinieri con 18 militari che sono arrivati perché era stata fatta la comunicazione al Commissariato’. Il Sindaco Capezzuto prosegue enumerando quelle che sono state le demolizioni a Procida: ‘sulla nostra isola abbiamo avuto 12 autodemolizioni ed il nostro ruolo è stato quello di ‘mediatore’ tra il giudice ed il cittadino. Grazie a questo nostro ruolo siamo riusciti ad evitare situazioni traumatiche ed il cittadino è arrivato a fare l’autodemolizione perché ha capito che questa era la sua ultima possibilità, l’alternativa sarebbe stata quella di dover subire anche le spese della demolizione in danno. Lo stesso Giudice dell’esecuzione quando vede che noi interveniamo raggiunge lo stesso il suo risultato ma più volte si è reso disponibile a non ‘forzare’ la mano con i tempi dell’esecuzione dando ampia disponibilità ad aspettare. E’ questo ad esempio l’ultimo caso che si sta verificando a Procida. Il Giudice dell’esecuzione ha atteso e rinviato più volte la demolizione della signora Ayala, non perché sia intervenuto il ‘comitato antiruspe’ ma perché noi, con il nostro ruolo di mediazione, abbiamo fatto capire al Giudice che eravamo impegnati a trovare un tetto alla donna, trattandosi veramente di un caso disperato. Altre volte – prosegue Capezzuto – pur rammaricandoci per quanto accaduto – non abbiamo riscontrato le medesime necessità, la medesima tragicità vuoi perché le destinatarie della demolizione avevano ancora un marito o un figlio che pensasse a loro. In questo caso invece non c’era altra soluzione che intervenire a sostegno della donna assicurandole un tetto sicuro e questo non perché ce lo abbiano detto altri. I nostri cittadini che conoscono tutte queste cose a questo punto si sarebbero sentiti a disagio nel partecipare ad una manifestazione che era nata contro di noi e si è puntualmente svolta con accuse rivolte contro il Comune e contro me stesso. Ecco quindi perché la manifestazione non è riuscita e si è rivelata un autentico flop’, conclude il Sindaco di Procida Vincenzo Capezzuto.

MAURO IOVINO

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