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ACCOGLIENZA MIGRANTI, “PER PROCIDA” CHIEDE IL REFERENDUM

Nella giornata di ieri, i sottoscritti consiglieri comunali del gruppo “Per Procida: Menico Scala, Maria Capodanno, Carmen Muro e Rachele Aiello, dando seguito a numerose richieste pervenuteci dai cittadini, anche attraverso i social, di voler avere voce circa il progetto intrapreso dall’Amministrazione comunale guidata da Ambrosino&Co. di aderire alla RETE SPRAR per accogliere, al momento, trentaquattro immigrati sull’isola di Procida, abbiamo partecipato alla richiesta di un Comitato spontaneo di dar vita ad un quesito referendario da sottoporre ai cittadini stessi così come previsto dalle norme vigenti.

Di conseguenza, in virtù dell’art. 12 comma 1 dello Statuto Comunale: “Il Referendum è uno degli strumenti che deve essere adottato per conoscere gli orientamenti dei Cittadini”, ed ai sensi dell’art. 15 “Titolari del potere di richiesta” comma 1 lettera b: “Il Referendum comunale viene indetto su iniziativa di 1/5 dei Consiglieri Comunali”, abbiamo depositato al n° 16345 del Protocollo Generale del Comune l’atto di richiesta.

Il quesito che abbiamo inteso sottoporre al voto dei cittadini procidani è il seguente: “Volete voi che il Comune di Procida o altri Enti attraverso l’adesione alla Rete SPRAR o iniziative equipollenti consenta la permanenza in maniera stabile o anche temporanea di richiedenti asilo nel territorio dell’isola di Procida?”.

Contestualmente con nota indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale Antonio Intartaglia, n° 16346 del Protocollo Generale, abbiamo richiesto la convocazione urgente del Consiglio Comunale avente ad oggetto:” Nomina del Comitato dei Garanti per l’ammissibilità della proposta di Referendum ai sensi dell’art 4 del regolamento vigente, con l’elezione del presidente e dei quattro garanti”.

Su questa tematica, che da mesi tiene acceso il dibattito tra i cittadini, riteniamo, a differenza di altri che professano, solo a chiacchiere, la partecipazione, che l’unica soluzione possibile sia avviare una consultazione referendaria, per altro la prima in assoluto che interessa l’isola di Procida, nella quale tutti, senza vincoli di appartenenza e schieramento, possano, in piena coscienza, esprimere liberamente il proprio orientamento.

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